L'emergenza coronavirus inizia a farsi sentire seriamente anche a Napoli. I posti letto per i ricoveri sono già finiti presso l'Ospedale Cotugno, mentre al Monaldi è risultato positivo al tampone per il Covid-19 anche il primario del Reparto di Rianimazione: quest'ultimo sta bene, ma è a casa ed è dunque al momento fuori gioco, anche se continua a lavorare da remoto, attraverso computer e telefonino. Se da una parte insomma ci sono persone che continuano a non prendere seriamente l'allarme coronavirus anche in Campania, dall'altra la situazione, seppur ancora sotto controllo, continua ad avanzare rapidamente.

Il problema serio infatti riguarda il numero di posti letto negli ospedali partenopei: tra il Monaldi e il Cotugno ci sono già 150 persone ricoverate (non tutte per coronavirus, ndr) tra pazienti ordinari e rianimazione. Proprio il Cotugno è ormai saturo di posti letto, e la situazione potrebbe aggravarsi nelle prossime ore. Terminati sia i posti in rianimazione sia in subterapia intensiva, con i pazienti che vengono dirottati verso altri ospedali.

Ecco perché diventa fondamentale, al netto dell'incredibile lavoro svolto dai medici in questo periodo, con turni massacranti ed un rischio contagio molto più elevato, diventa fondamentale la prevenzione (dove possibile) da parte del comune cittadino. Ma questa raccomandazione sembra non aver attecchito più di tanto. Basti pensare che fino a ieri, giovedì 19 marzo, le persone denunciate per avere violato le prescrizioni per l'emergenza Covid-19 nell'area metropolitana di Napoli risultano essere oltre cinquemila: quasi otto volte il numero di pazienti contagiati dal coronavirus in tutta la Campania, come spiegato dalla Prefettura di Napoli. Una cifra che spaventa forse perfino più di quella del numero di contagiati dal coronavirus.