L'ambulanza è arrivata dopo una telefonata: per strada, agonizzante, c'era una donna. Nuda, coperta solo da un corpetto sul seno, terrorizzata. Era stata picchiata barbaramente e lasciata sul corso Umberto I, nel pieno centro di Napoli, una di quelle strade che di notte, quando le serrande dei negozi si abbassano, si popolano di sbandati e prostitute. La ragazza, una giovane africana dall'apparente età di circa 35 anni, è stata trasportata al Pronto Soccorso dell'ospedale dei Pellegrini, dove i medici hanno riscontrati i segni di un pestaggio: ecchimosi su tutto il corpo, traumi alla testa, una mano schiacciata e un dito rotto.

La donna, ghanese, è stata soccorsa nella notte tra mercoledì e giovedì, intorno alle 3 del 16 gennaio. Sulla situazione indagano i carabinieri, che mantengono il massimo riserbo. Da quanto è trapelato, però, si tratterebbe di una giovane extracomunitaria che, al pari delle tante altre che di sera compaiono ai bordi delle strade, viene costretta a prostituirsi. Spunta quindi l'ipotesi dello sfruttamento della prostituzione e della tratta delle schiave del sesso, fatte arrivare in Italia con la promessa di una sistemazione stabile, di un posto di lavoro come collaboratrice domestica o nei locali notturni, e sbattute invece sul marciapiede e tenute in ostaggio con la violenza.

Le forze dell'ordine sarebbero sulle tracce di un connazionale della vittima, che l'avrebbe ridotta in quello stato presumibilmente per punirla di un tentativo di ribellione. La donna è stata dimessa con prognosi di 41 giorni ed è stata affidata ai carabinieri, che l'hanno portata via da Napoli, verso una struttura protetta.