Le loro vittime, i migranti, gli ultimi, i deboli fra i deboli, li chiamavano "Los bastardos de la Punto negra" i bastardi della Punto nera. I tre carabinieri che inventarono un falso caso di terrorismo, arrestando anche un migrante ghanese pur sapendolo innocente, allo scopo di ottenere un encomio, sono stati presi,  sospesi dal servizio nell'Arma, processati e ora condannati in primo grado. La sentenza per i tre militari infedeli – i marescialli Castrese Verde e Amedeo Luongo  e l'appuntato Giuseppe D'Aniello – è arrivata oggi, pronunciata dal giudice per le indagini preliminari Santoro, del Tribunale di Napoli Nord: 9 anni di carcere a testa. Gli uomini in divisa, messi alle strette, avevano già ammesso le loro responsabilità in sede di indagine. Oggi 10 gennaio 2019 sono stati oggi riconosciuti colpevoli di falso ideologico, calunnia, arresto illegale, ricettazione, danneggiamento e detenzione e porto illegale di armi clandestine; è caduta solo l'accusa di rapina.

La storia è allucinante: operante nel Giuglianese, il trittico accusò un extracomunitario, Osman Munkail, di custodire armi, paventando perfino l'ipotesi di un suo coinvolgimento in attività terroristiche per danneggiare il centro commerciale Auchan di Giugliano. Per farlo i tre realizzarono a tavolino le prove. Qualcosa però non andò come previsto. "I tre della Punto nera" erano infatti già tenuti sotto stretta osservazione degli inquirenti della procura di Napoli Nord che avevano in mano un dossier-denuncia gravissimo: ipotizzava rapporti tra questi tutori dell'ordine e il mercato della prostituzione nella zona a Nord di Napoli.

Il documento spedito a Fanpage.it
in foto: Il documento spedito a Fanpage.it

L'accusatore ? Un uomo di mezza età nato altrove ma residente da anni in quella zona. Si definisce «tassista abusivo» operante nel comune di Giugliano in Campania «la mia attività – dichiara nell'esposto – consiste nell'accompagnare le persone che vivono nella zona e sono sprovviste di mezzi di trasporto o non possono usufruire di trasporto pubblico in quanto carente. Tra queste persone – continua – che si avvalgono del mio lavoro, vi sono anche delle ragazze straniere che fanno attività di meretricio».