Nonostante l'emergenza Coronavirus abbia fatto rallentare il tempo, con i giorni che sembrano trascorrere in una bolla, la vita va avanti e il tempo continua a scorrere, così come le stagioni ad alternarsi. Proprio lo scorso 20 marzo, la primavera ha fatto ufficialmente capolino con l'equinozio e, nei giorni successivi, sembrava essere davvero arrivata, con sole e temperature abbastanza alte. Da qualche giorno, però, la colonnina di mercurio si è drasticamente abbassate e, da ieri, al freddo si è aggiunta anche la pioggia. Questa mattina, nonostante marzo sia giunto ormai alla fine, Napoli si è svegliata nella morsa del freddo e sotto una sottile pioggerellina. Le temperature si sono abbassate così drasticamente che la cima del Vesuvio è stata imbiancata dalle neve, che deve essere caduta durante la notte e che è ancora visibile anche questa mattina se si volge lo sguardo al vulcano che sovrasta il golfo di Napoli e la zona circostante. Nell'inverno appena trascorso, complici temperature non particolarmente rigide, la neve sul Vesuvio si è vista raramente: stupisce ancora di più, dunque, vedere la cima del vulcano innevata a fine marzo.

Non soltanto il Vesuvio, gigante che salta all'occhio, ma in generale Napoli e provincia sono interessate da correnti di aria fredda che hanno fatto calare drasticamente le temperature. Per quanto riguarda la neve, poi, questa non ha interessato soltanto il vulcano partenopeo: anche altre zone della Campania, soprattutto quelle interne, come la provincia di Avellino, si sono risvegliate con le cime montuose e con le strade spruzzate di bianco.