Nel suo studio c'erano frese, punte e cementi, tutti strumenti che si rivelano pericolosi in mani non esperte, ma anche un dispositivo che può far diventare ciechi quando non viene maneggiato con cautela: una lampada fotopolimerizzatrice, di quelle che vengono usate per indurire le otturazioni, ma che possono anche causare dei gravi danni alla retina se non vengono usate con le dovute precauzioni. L'uomo è in realtà un odontotecnico, avrebbe quindi dovuto occuparsi soltanto della progettazione e della realizzazione delle protesi, senza avere alcun contatto professionale con i pazienti. Nei fatti, però, aveva deciso di occuparsi anche delle mansioni che spettano al dentista.

Lo hanno scoperto i carabinieri della stazione di Monterusciello, che hanno effettuato un controllo nel locale dove aveva adibito il suo studio. Si trovava in via Ada Negri, a Monterusciello, frazione di Pozzuoli; non c'erano insegne, presumibilmente i clienti lo avevano trovato col passaparola tra conoscenti. Al momento dell'arrivo dei militari c'erano persone in attesa in sala d'aspetto, il finto dentista invece stava curando un'altra persona. L'uomo, 56 anni, di Giugliano, è stato denunciato per esercizio abusivo di professione medica.

La sua attrezzatura è stata sequestrata. Sotto chiave sono finiti un riunito odontoiatrico, ovvero la poltrona con strumentazione annessa degli studi dentistici, un miscelatore automatico, un ablatore ad ultrasuoni per la pulizia dei denti, frese, punte, cementi per calchi e un'agenda dove erano stati segnati gli appuntamenti fissati. Sequestrata anche la T-Led, la lampada fotopolimerizzatrice, dispositivo che va inserito nel cavo orale e indurisce il composto il composto pastoso usato per le otturazioni attraverso l'emissione di luce LED a potenza variabile; la luce emessa può causare dei gravi danni alla vista se viene utilizzata senza specifici occhiali protettivi che il dentista, o chi guarda direttamente il dispositivo, deve indossare.