Resta piantonata in ospedale O.I., la donna di trent'anni accusata di omicidio nei confronti del neonato che ha dato alla luce. Si fa largo l'ipotesi di un errore della madre durante il tentativo di partorire da sola, tra le mura domestiche. Il piccolo, come trapelato, avrebbe subito ferite da schiacciamento, fatali considerando il fatto che fosse appena nato: ferite che potrebbero essere compatibili con un tentativo, non riuscito, di metterlo al mondo in maniera "autonoma". Il perché abbia tentato di dare alla luce un bambino da sola, in casa, e senza chiedere il supporto di personale medico, resta al momento uno dei misteri da chiarire in questa vicenda.

La donna, che vive ad Angellara, frazione di Vallo della Lucania, era arrivata martedì sera in ospedale in preda ad una forte emorragia, facendo così capire che aveva appena partorito, ed erano stati i medici ad avvertire le forze dell'ordine. Da tre giorni la donna si trova ricoverata all'ospedale San Luca, nel reparto di ginecologia, e resta in stato di fermo, emesso dal sostituto procuratore Paolo Itri subito dopo l'esame autoptico sul corpo del bambino. Ma nelle prossime ore potrebbe essere trasferita nelle camere di sicurezza all'interno dell'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno. Tante le domande ancora senza risposta in questa assurda tragedia: dal perché abbia tenuto nascosta la gravidanza al perché della scelta di provare a partorire da sola, fino ad arrivare a quella di capire il perché abbia alla fine tentato di nascondere il corpo ormai privo di vita nel neonato in una valigia. Tutte domande alle quali gli inquirenti stanno cercando di dare una risposta.