Niente nuovi inceneritori, né potranno essere ampliati quelli esistenti. E' questa la sentenza della Corte di Giustizia Europea emessa mercoledì 8 maggio, che ferma così il decreto emesso dal Governo Renzi il 10 luglio 2016. Esultano i comitati cittadini di Acerra, dove si trova uno degli impianti che sarebbe stato interessato dall'ampliamento di una quarta linea predisposta dal governatore regionale Vincenzo De Luca, ma anche quelli di tutta la Campania, visto che dunque "salta" anche la costruzione di un nuovo impianto regionale che era stato previsto per gestire lo smaltimento dei rifiuti.

Festa grande, dunque, in un territorio già martoriato come quello campano, alle prese con drammi come la Terra dei Fuochi e l'aumento esponenziale dei casi di tumori, due fenomeni che sembrano andare ormai sempre più a braccetto. Complessivamente, erano previsti otto nuovi impianti in tutta Italia, compreso uno nuovo in Campania: ma la sentenza della Corte di Giustizia Europea rimescola tutte le carte. Oltre allo stop all'ampliamento ed alla costruzione di nuovi impianti, è stato anche deciso che l'aumento dei quantitativi di rifiuti da bruciare in quelli già operativi non potranno avvenire senza un'adeguata valutazione di impatto ambientale strategica. In pratica, bisognerà prima capire quale tipo di impatto avrà per il territorio e per i cittadini. Tra i più soddisfatti anche Carmela Auriemma, avvocato degli ambientalisti che avevano fatto ricorso e capogruppo del movimento cinque stelle ad Acerra: "Oggi Davide, ha battuto il Golia della lobby dell’incenerimento".

Il testo della sentenza è disponibile, in lingua italiana, cliccando qui.