I nuovi biglietti Anm colore blu.
in foto: I nuovi biglietti Anm colore blu.

Tabaccai sul piede di guerra per i biglietti del trasporto pubblico partenopeo: come anticipato qualche giorno fa da Fanpage.it, infatti, già da qualche giorno i biglietti per le corse singole ordinarie dell'Anm (che gestisce la Linea 1 della metropolitana, le funicolari e gli autobus di linea cittadini), sono introvabili. E così, invece che acquistare quelli da 1,10 euro come di consueto, in molti hanno dovuto optare o per altri mezzi di trasporto oppure acquistare i biglietti Tic, che costano però 1,60 euro. Problemi che, oltre per la vendita al dettaglio, sono estesi anche al servizio di acquisto online, non disponibile per tutti gli operatori telefonici.

La situazione di profondo disagio per i passeggeri del servizio, come denunciato pochi giorni fa da Fanpage.it, è palese, perché di fatto sono costretti loro malgrado, per limitare il disservizio, ad acquistare i biglietti TIC, pagando quindi di volta in volta 1,60 euro, con un rincaro di 50 centesimi rispetto ai biglietti tradizionali. Ma il danno è esteso anche a chi vende i biglietti stessi, come ad esempio i tabaccai che, ritrovatisi senza più titoli di viaggio, sono costretti a rinunciare ad uno degli introiti più consistenti della categoria.

"I biglietti dei trasporti sono finiti in troppo punti vendita e molti nostri associati, nonostante li abbiano ordinati da tempo, non riescono a rifornirsi come vorrebbero", ha spiegato Francesco Marigliano, Presidente Provinciale della Federazione Italiana Tabaccai di Napoli, "Una situazione molto spiacevole per noi tabaccai, abituati ad offrire alla clientela i servizi di cui più ha bisogno. Il tutto, nel più assordante silenzio da parte della Giraservice, la società che gestisce il servizio distribuzione". Della questione, fa sapere Marigliano, è stato anche informato il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, dal quale "vorremmo conoscere urgentemente le motivazioni che stanno causando questo grave disservizio di cui i tabaccai non hanno alcuna responsabilità pur subendone gli inevitabili effetti conseguenti al disappunto della clientela. A quasi due anni dalla decisione di Giraservice che, senza alcuna mediazione, decise di tagliare l'aggio di vendita, non possiamo tollerare una ulteriore emergenza".