Un'officina di lavorazione dei metalli si riforniva di energia elettrica allacciandosi abusivamente alla rete pubblica. E per nascondere l'allaccio abusivo, questo era stato coperto con un quadro di Padre Pio, riconosciuto santo a partire dal 16 giugno 2002 (San Pio da Pietrelcina). Ma i carabinieri lo hanno scoperto ugualmente e arrestato il responsabile: si tratta di un 33enne che ora si trova agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. Deve rispondere infatti di furto di energia elettrica. L'operazione è stata eseguita dai carabinieri forestali della stazione di Roccarainola e del Parco di Ottaviano.

I militari dell'Arma hanno ispezionato un'officina di lavorazione dei metalli che si trova a San Gennaro Vesuviano, scoprendo che il titolare fosse sprovvisto anche delle autorizzazione ambientali ed amministrative. Ma durante i controlli, i militari hanno notato anche molti cavi ammassati, e da quelli sono risaliti all'origine dell'approvvigionamento elettrico, scoprendo che questo avveniva senza il "filtro" del contatore, con i cavi direttamente allacciati alla rete elettrica nazionale. Allaccio che, posto appena sopra al contatore vero e proprio, era stato occultato con un quadro di Padre Pio. A quel punto, per il 33enne sono scattate le manette e l'arresto per furto di energia elettrica. Il danno prodotto è in fase di accertamento da parte dei tecnici della società fornitrice di energia: casi come questi stanno venendo sempre più a galla grazie al lavoro delle forze dell'ordine, che stanno indagando a tutto tondo scoprendo sempre più frequentemente casi di allacci abusivi ma anche contatori manomessi per risparmiare sulla bolletta elettrica. E spesso, più di privati cittadini, si tratta proprio di esercizi commerciali.