Un mese fa moriva Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma e per la cui morte sono accusati due giovani ragazzi statunitensi, tutt'ora in carcere a Regina Coeli. Rega, vicebrigadiere dei carabinieri, venne ucciso da undici coltellate, due delle quali fatali, mentre con un collega era intervenuto per l'ormai nota vicenda del "cavallo di ritorno" che i due americani avrebbero tentato ai danni di un uomo al quale avevano rubato poco prima il borsello.

Mentre le indagini proseguono per accertare le responsabilità dei due cittadini statunitensi, quest'oggi il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, ha voluto ricordare il vicebrigadiere ucciso. Mario Cerciello Rega, infatti, era nato e cresciuto proprio nel comune napoletano, dove si era anche sposato un mese prima della tragedia, nella stessa chiesa in cui si sono poi celebrati i suoi funerali. "Oggi è un mese che ci hai lasciati", ha scritto su Facebook il sindaco di Somma Vesuviana, "Riposa in pace, Mario. La tua città non ti dimenticherà mai". Lo stesso comune di Somma Vesuviana aveva già annunciato la decisione di intitolare una strada al vicebrigadiere dei carabinieri ucciso a Roma: dopo le dichiarazioni del sindaco Salvatore Di Sarno era arrivato il parere positivo della commissione Toponomastica, ed ora si attende soltanto quello della Prefettura.