Daniele De Santis
in foto: Daniele De Santis

La Cassazione ha confermato la condanna a 16 anni di reclusione nei confronti dell'ultrà romanista Daniele De Santis ritenuto colpevole dell'omicidio di Ciro Esposito, il giovane napoletano ucciso a Roma poco prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina-Napoli del maggio 2014. Non fu legittima difesa il gesto che lo portò a sparare cinque colpi contro la vittima. La Suprema Corte ha infatti respinto il ricorso di De Santis contro il verdetto di appello che gli aveva già ridotto la condanna da 26 a 16 anni di carcere. "Finalmente la parola fine rispetto ad un crimine ingiustificabile che ha colpito la famiglia Esposito, la città di Napoli e lo sport – sono le prime parole dell'avvocato Angelo Pisani – Nessun altro sconto e conferma della sentenza di appello a 16 anni di reclusione per De Santis con condanna alle spese di lite".

Omicidio Esposito

Lo scorso 28 agosto è stata depositata dai legali di Daniele De Santis la richiesta di arresti domiciliari per motivi di salute dopo la sentenza della corte d'appello di Roma che ha dimezzato la sua condanna per l'omicidio di Ciro Esposito da 26 a 16 anni di carcere. Il giovane fu ferito gravemente durante gli scontri che precedettero, il 3 maggio del 2014, la finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina che si tenne allo Stadio Olimpico di Roma. De Santis sparò e il proiettile ferì Ciro a un polmone. Ricoverato al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, il tifoso napoletano morì dopo 53 giorni.