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Sono stati fatti brillare questa mattina gli ordigni esplosivi e i proiettili risalenti alla Seconda Guerra Mondiale rivenuti qualche giorno fa nel mare di Paestum, nella provincia di Salerno. I sommozzatori della Marina Militare, insieme ai palombari del Gos, il Gruppo operativo subacquei, hanno recuperato dal fondale marino rotoli di miccia, 45 proiettili da 105 mm. per carri armati del tipo Sherman e 3 tubi di esplosivi, nonché 3.500 altri proiettili di vario genere. Gli ordigni bellici sono stati poi portati circa 4 miglia marine al largo della città e fatti esplodere in tutta sicurezza. Nel 2018, sono stati 44mila gli ordigni bellici rivenuti negli specchi d'acqua fatti esplodere dalla Marina Militare in tutta Italia, mentre dall'inizio del 2019 sono già 52mila.

Gli ordigni bellici erano stati ritrovati qualche giorno fa dai sommozzatori della Marina a circa 2 chilometri dalla costa di Paestum, a circa 20-25 metri di profondità. In realtà, i sommozzatori hanno effettuato una scoperta davvero sensazionale, rinvenendo il relitto di una imbarcazione militare risalente alla Seconda Guerra Mondiale, verosimilmente affondata nel mare di Paestum durante lo sbarco degli Alleati, il 9 settembre del 1943. Nel relitto, appunto, sono stati trovati gli ordigni bellici, ma non solo: di fianco alla barca, i palombari hanno rinvenuto anche un carro armato Sherman, perfettamente conservato.