Quasi una tonnellata di massa attiva, 900 chili di esplosivo esclusi imballaggi, micce e altro. Al lordo, due tonnellate e mezza di botti illegali, artigianali, confezionati alla meno peggio: in pratica, una bomba che sarebbe potuta esplodere da un momento all'altro, portandosi via non solo il deposito dove si trovava, ma anche i palazzi intorno. Il pericolosissimo carico di fuochi d'artificio illegali si trovava in una corte interna ad Orta di Atella, in provincia di Caserta, comune al limite della provincia di Napoli. Lo hanno trovato i militari della Compagnia Giugliano della Guardia di Finanza, agli ordini del comandante Antonio Vernillo, che in questi giorni, in vista delle festività natalizie e del Capodanno, hanno intensificato i controlli proprio alla ricerca dei depositi dove vengono stipati, in condizioni di assoluto pericolo, i botti artigianali che poi finiscono sulle bancarelle.

In questo caso si trattava di un grossista, che aveva a terra, infilati in scatole di cartone, più di 50mila pezzi tra Cobra, Red Thunder e Rambo, cilindretti da una decina di centimetri pieni di esplosivo; venduti al dettaglio, quei botti avrebbero fruttato qualcosa come 150mila euro. Il deposito era gestito da due persone, marito e moglie, entrambi con precedenti penali specifici, che si occupavano anche della vendita; i due sono stati arrestati per detenzione, commercio abusivo ed omessa denuncia all’Autorità di materiale esplodente. I botti sono stati sequestrati e sono state avviate le pratiche per la distruzione.

Pochi giorni fa, in una operazione analoga della Guardia di Finanza, erano stati sequestrati più di 300 chili di botti illegali a Melito, in provincia di Napoli, e un uomo era stato denunciato. Anche quelli erano stati stoccati in un locale stretto e inadeguato, col rischio di causare un'esplosione improvvisa. Altri sequestri erano scattati nel quartiere Poggioreale (140 chili) e a Quarto (86 chili).