È una gioia per i napoletani veder consacrata la meravigliosa vita artistica di Lina Wertmüller con un Oscar alla carriera a novant'anni; gli ultimi Academy Honorary Award che sapevano d'Italia furono assegnati a Federico Fellini ed Ennio Morricone. Ma quello a Lina Wertmüller che fu prima donna candidata alla statuetta d'oro per la regia con Pasqualino Settebellezze nel 1977, sa molto di Napoli.

Napoli deve molto a Lina Wertmüller e viceversa: «È una perla antica», ebbe a dire qualche anno fa la regista definendo il suo rapporto con una città della quale, dal 2015 è anche cittadina onoraria.  Ma prima di ciò, prima di questa onorificenza, c'è stata una lunga serie di film, di telefilm e di regie teatrali, di frequentazioni con personaggi prestigiosi nati sotto al Vesuvio hanno arricchito il rapporto tra artista e Partenope.

La regista dagli occhialetti bianchi e dai film coi titoli lunghissimi iniziò proprio come segretaria di edizione nel '53 in città, con "...e Napoli canta!" Armando Grottini; poi perfino regie di opere liriche al San Carlo (nel 1987 la Carmen di Bizet). Il film Ferdinando e Carolina sul ‘re nasone' e il declino dei Borbone; la serie televisiva Francesca e Nunziata con Sophia Loren, il bel tentativo di guardare Napoli senza nascondere le difficoltà ma con una punta di speranza e tanta ironia, rappresentato dall'Io speriamo che me la cavo con un ispirato Paolo Villaggio.

E ancora: Peperoni ripieni e pesci in faccia sempre con la Sophia nazionale; non tutti i film ebbero il successo sperato; annoveriamo tra quelli nel cassetto il progetto di Napoli luntanamente sul poeta napoletano Salvatore Di Giacomo.

Ma il rapporto tra Napoli e la Wertmüller prescinde dalla produzione artistica. Felice Assunta Wertmueller von Elgg Spanol von Braueich, lucan-elvetica-romana di nascita fa parte di quella esclusiva lista d'artisti  che – come Nanni Loy e altri –  sono napoletani per averlo scelto, voluto e saputo rappresentare.