Trecento chili di carne sequestrata dai carabinieri forestali in una macelleria di Palma Campania, nel napoletana. Le forze dell'ordine, assieme a personale dell'Asl, hanno messo sotto sequestro l'ingente quantitativo di carne bovina a causa della mancanza di etichettatura: un elemento che, oltre ad essere obbligatorio per legge, non consente di tracciare l'origine del prodotto.

Il maxi-sequestro è avvenuto in una macelleria di Palma Campania da parte dei carabinieri forestali della stazione di Roccarainola, intervenuti assieme a personale dell'Asl: nei guai il titolare dell'esercizio commerciale, un cittadino di origine marocchina di quarantasei anni. Nei suoi confronti, il personale dell'Asl ha anche erogato diverse prescrizioni da rispettare. I trecento chili di carne bovina sono stati invece posti sotto sequestro da parte delle forze dell'ordine.

Proprio a Palma Campania, pochi giorni fa, vi era stato un blitz simile ma all'interno di un ristorante etnico. Anche in quel caso il blitz era stato operato dai Carabinieri Territoriali e Forestali della stazione di Roccarainola, che assieme a quelli della stazione carabinieri di Palma Campania: in quell'occasione, i militari dell'arma avevano posto i sigilli ad un ristorante etnico le cui condizioni igienico-sanitarie e degli alimenti ritrovati al suo interno erano risultate essere effettivamente scadente: la cucina mancava dei requisiti igienico-sanitari, i fornelli erano insudiciati, gli utensili da cucina erano depositati a terra, la pavimentazione e le pareti erano sporchi, nel frigorifero erano conservati alimenti in stato di promiscuità, ed i servizi igienici non erano a norma. Senza contare che gli alimenti che non avevano le obbligatorie indicazioni di tracciabilità, tra cui pesce, sacchi di legumi, sacchi di riso e di spezie, ed altro ancora.