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Oltre sessanta chili di pane sequestrati dai carabinieri del Nas di Napoli in un'unica operazione: è accaduto a Somma Vesuviana, nella provincia partenopea, durante l'ispezione di un locale panificio con annesso punto vendita, la cui licenza è stata anche sospesa. Il pane infatti non solo veniva trasportato in un'autovettura ad uso civili, non abilitata al trasporto di alimenti, e dunque potenzialmente pericoloso per lo stato d'igiene degli stessi, ma anche che all'interno dell'attività venissero impiegati due lavoratori in nero, privi di ogni tutela assicurativa: uno dei due è stato anche scoperto essere beneficiario del reddito di cittadinanza. Nel medesimo stabilimento, sono state riscontrate anche carenze igienico-sanitarie, in particolari negli ambienti e nelle aree di lavoro, nonché la mancata attuazione delle procedure Haccp, che servono a garantire la salubrità degli alimenti e che sono basate sulla prevenzione anziché sull'analisi del prodotto finito.

In un'altra operazione, altri settanta chili di pane, tutti privi di rintracciabilità, sono invece stati sequestrati a Melito di Napoli: i carabinieri del Nas, intervenuti per una verifica igienico-sanitaria all'interno di un panificio, assieme a militari dell'ispettorato del Lavoro di Napoli, hanno scoperto le varie irregolarità per quanto riguarda la tracciabilità degli alimenti stessi. Sequestrati infine altri cinque chili di alimenti, tra cui carne e preparati gastronomici a Sant'Antimo, all'interno di un fast food: erano tenuti nei frigoriferi e privi di ogni documentazione in grado di attestarne la rintracciabilità.