È giusto offrire, ad una malata affetta da tumore, durante il ciclo di chemioterapia, una dieta a vase di carboidrati, fritti e zuccheri artificiali? È questa la domanda al centro del post –  che in queste ore sta facendo molto discutere – apparso sulla bacheca Facebook della giornalista di Informare Mina Iazzetta, che ha elencato la sua dieta durante il ciclo chemioterapico a cui si è sottoposta all'ospedale Pascale di Napoli, ponendosi una serie di domande. Al centro della sua denuncia, la questione che i tumori si nutrirebbero di zuccheri e che quindi, una dieta composta principalmente da essi possa nuocere a chi è già affetto da neoplasia ed è sottoposto al trattamento chemioterapico.

Panini, fritti e succhi di frutta: la dieta sotto accusa.

Come detto, nel suo lungo post su Facebook, Mina Iazzetta elenca la dieta ricevuta durante i suoi cinque trattamenti di chemioterapia

1° Chemio: Panino con salsiccia e patatine fritte, pescanoce, bottiglia d'acqua (lo si può vedere dalla foto che feci all'epoca in quanto, ignorante della materia, lo mangiai tutto, per farmi forza).
Gli insaccati ed i fritti dovrebbero esserci vietati;

2° Chemio: Panino con costoletta di maiale ed insalata, acqua, cornetto al cioccolato e succo di frutta industriale;
Già dalla seconda non ho più mangiato nulla in quanto ho iniziato ad informarmi personalmente.

3° Chemio: Panino con pomodori e mozzarella, acqua, cornetto e succo di frutta industriale;
I latticini per il paziente chemioterapico andrebbero vietati per due motivi: nei primi giorni potrebbero aumentare la nausea ed inoltre è tassativamente vietato a chi ha tumori di tipo ormonali, come può esserlo quello al seno ma anche altri.
Il perchè è semplice. Adesso ma prima non lo era. Il latte, con il quale vengono prodotti i latticini, proviene da una mucca che, per avere latte, significa che ha da poco partorito e quindi è naturalmente pieno di ormoni;

4° Chemio: Panino con arista di maiale ed insalata, acqua, cornetto e succo di frutta industriale;

5° Chemio: Panino con arista di maiale e patatine fritte, acqua, cornetto e succo di frutta industriale.

I Verdi: verificare i pasti offerti ai pazienti in chemioterapia.

Sulla vicenda, prendendo spunto proprio dalla denuncia di Mina Iazzetta, è intervenuto anche il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Sanità della Regione Campania. "Sta facendo discutere il post di Mina Iazzetta, giornalista di Informare che, in un post su Facebook, ha criticato la scelta dei pasti serviti a lei e agli altri pazienti sottoposti a cure chemioterapiche nell’ospedale Pascale di Napoli e credo che sia giusto verificare se i prodotti offerti siano adatti a persone che stanno curando un tumore" ha detto Borrelli, che conclude "È necessario capire se, alla base della scelta delle pietanze che vengono somministrate agli ammalati di tumore sottoposti a chemioterapie, ci siano delle analisi che permettano di stilare diete adatte".