Una operazione della Dda di Napoli, oggi, ha portato all'arresto di 16 persone ritenute affiliate al clan Polverino. Le indagini hanno rivelato, tra le altre cose, che "dapprima i Nuvoletta, e poi i Polverino e gli Orlando – come precisano i carabinieri in una nota – hanno provveduto al sostegno economico delle famiglie di Ciro Cappuccio e Armando Del Core". I due uomini sono i killer del giornalista Giancarlo Siani, trucidato a colpi di pistola sotto casa il 23 settembre del 1985: i due sicari – che stanno scontando l'ergastolo proprio per l'omicidio del giornalista – venivano pagati ancora dal clan a 35 anni di distanza dall'assassinio di Giancarlo. Paolo Siani, fratello del giornalista, noto medico nonché parlamentare, ha duramente commentato la notizia.

In un video pubblicato sul suo profilo Instagram, Paolo Siani ha scritto come didascalia: "Il welfare criminale funziona di più e meglio di quello dello Stato. È triste dirla ma sembra proprio che sia così". Nel corso del video pubblicato sui social network, Siani spiega meglio le sue ragioni: "Scopriamo che esiste un altro sistema, il welfare criminale, che riesce per ben 35 anni ad offrire sostentamento economico alle famiglie di killer in carcere per ergastolo". Secondo Siani, per la lotta alla camorra non bastano soltanto magistrati, forze dell'ordine e arresti, ma c'è bisogno di una risposta sociale da parte dello Stato. "C'è bisogno di dare opportunità e speranza alle famiglie – conclude Paolo Siani nel suo video – perché il vero welfare che dà benessere ai cittadini è quello dello Stato, non certo quello criminale".