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Prima lo studio all'università, poi, una volta conseguita la laurea, comincia il limbo che è destinato a durare per anni: l'attesa dell'esame scritto, che si fa soltanto a dicembre, l'attesa delle correzioni, che possono durare anche svariati mesi, alla fine gli orali. Per arrivare all'abilitazione ci possono volere anche quattro anni, nel frattempo si resta nel limbo. Da qui, l'amara conclusione: se hai deciso di fare l'avvocato, devi avere una famiglia ricca che possa mantenerti.

L'iter lo descrive Giusy, giovane praticante campana, che racconta come i tempi già lunghi ed esasperanti si siano allungati ulteriormente per l'emergenza coronavirus in corso: mentre gli altri esami di abilitazione sono stati riformati, e i candidati dovranno sostenere soltanto la prova orale, per gli avvocati resta l'obbligo anche per quella scritta. Con un quadro che è ancora tutto in divenire.

"Vi racconto una storia brutta – scrive Giusy a Fanpage.it – oggi, in Italia, un giovane o una ragazza che vogliono diventare avvocati sono tenuti, dopo la laurea, a sostenere un tirocinio di 18 mesi, di cui l'unica cosa normata sono i soldi che dovranno pagare sotto forma di tasse per poterlo sostenere. Col risultato che se non sei figlio di famiglia, ciao cuore. Mi direte: vabbè passati i 18 mesi è fatta. Ebbene, no. Una sola volta all'anno, passati i 18 mesi, solo nel mese di dicembre, potranno sostenere l'esame di Stato".

Se ci si è laureati nel mese di luglio, ci si troverà a sostenere l'esame di Stato a distanza di due anni e mezzo dalla laurea. Direte: vabbè poi è fatta. Ancora no. Per correggere gli scritti vengono impiegati svariati mesi. Gli orali, potete finirli a fare anche ad un anno di distanza dagli scritti. Nel frattempo, il nulla. Per tre anni, a volte 4. Quest'anno, ovviamente, per i motivi che tutti sappiamo, gli esami abilitanti sono stati riformati per tutti. A ciascuno toccherà una prova orale e poi via. Ai praticanti avvocati no. Loro dovranno sostenere comunque un esame scritto, in padiglioni con 2000 posti ciascuno".

Per cominciare coi nuovi esami, però, c'è prima da concludere la correzione di quelli già sostenuti. Sono passati mesi ma ancora non è stata ultimata. E, di conseguenza, non è stato chiarito come, quando e con che modalità dovranno avvenire le prove per la sessione d'esame del 2020.

"I poveri sventurati che hanno sostenuto l'esame il 2019 non hanno ancora ottenuto la correzione degli scritti – conclude la ragazza – siamo solo a giugno, quasi. Che sarà mai. Invisibili, mal tollerati, i meno presi in considerazione di ogni tempo. Se proprio vi fa così schifo questa professione, toglietela da mezzo. E smettetela di far credere che tutti possiamo diventare tutto. Perché se non hai chi ti mantiene, l'avvocato proprio no, non lo potrai mai fare".