Foto di archivio
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Questione di pochi secondi: prendere il cellulare dallo zaino, spingere la ragazza a terra e poi fuggire. Ma in questo piano, che sembrava dover filare liscio, non aveva calcolato la "variabile ambientale": le reazioni di chi avrebbe assistito a quell'aggressione e che sarebbe anche potuto intervenire, così come poi è successo. E così R. V., 30enne rumeno, si è ritrovato paradossalmente a sperare che arrivassero i poliziotti, per salvarlo da un pestaggio. Il tentativo di linciaggio è avvenuto nei pressi della stazione centrale di Napoli, in piazza Garibaldi, dove R. V. gironzolava in cerca di qualche soldo facile. I suoi movimenti erano stati già notati da una pattuglia della polizia ferroviaria, che durante i pattugliamenti non lo aveva perso d'occhio.

I poliziotti lo hanno seguito con lo sguardo anche mentre, dopo aver adocchiato una giovane studentessa universitaria, il ragazzo ha cominciato a seguirla. Poi ha infilato la mano nello zaino, ha preso il cellulare e con uno spintone violento l'ha allontanata. Ha tentato di scappare, ma i passanti gli hanno fatto da muro. Lo hanno placcato, buttato a terra e hanno cominciato a colpirlo con calci e pugni. Il gruppetto di "giustizieri" si è fermato e si è rapidamente dileguato soltanto quando ha visto arrivare la pattuglia della ferroviaria.

A quel punto il 30enne ha tentato ancora di scappare, ma è stato nuovamente immobilizzato dagli agenti è arrestato per rapina. Il giovane è stato condotto nelle camere di attesa della Questura di Napoli e, processato ieri, 10 ottobre, con rito per direttissima, è stato condannato a due anni di reclusione, 800 euro di multa e condotto agli arresti domiciliari.