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Avrebbero afferrato una barista per i capelli e le avrebbero sbattuto la testa contro il bancone, per punirla di quell'insolenza di aver loro portato il conto malgrado le avessero già detto che non avevano nessuna intenzione di pagare. Un affronto, per il quale hanno creduto di rimettere le cose in ordine picchiando una donna e minacciandola di morte. E, per chiudere la questione, era intervenuto un altro cliente, un giovane tunisino, che aveva pagato il conto al posto loro per evitare che la donna subisse altre violenze.

L'episodio era avvenuto la sera del 18 agosto nel bar Gran Vesuvio Caffè di San Cipriano d'Aversa, in provincia di Caserta. Secondo le ricostruzioni era nata una discussione tra la vittima, una donna di origini romene che lavora nel bar, e due clienti che si erano rifiutati di pagare le birre prese; lei aveva ugualmente portato il conto, facendo scattare l'aggressione e le minacce. La donna era stata presa per i capelli e sbattuta contro il bancone e, per porre fine a quella violenza, si era fatto avanti un altro cliente, che aveva pagato il conto al posto dei due. La donna, visitata in ospedale, era stata dimessa con prognosi di sei giorni.

Le indagini hanno fatto scattare l'arresto per due giovani di 18 anni, che sono stati identificati e rintracciati dai carabinieri della sezione Radiomobile di Casal di Principe. Si tratta dei gemelli Alessio e Vincenzo De Falco, ora sottoposti agli arresti domiciliari per tentata estorsione e lesioni. Il loro è un cognome che negli ambienti di camorra pesante: sono i nipoti di Enzo De Falco, il boss del clan dei Casalesi ucciso in un agguato nel 1991, mentre era in corso la faida tra le fazioni che facevano capo ai De Falco e agli Schiavone-Bidognetti per la successione dopo la morte del capo Antonio Bardellino.