L'appalto se lo erano aggiudicato, ma non erano ancora in regola con "gli amici di Sant'Antimo": per rifare quella strada era necessario pagare alla camorra, unico modo per andare avanti coi lavori senza incidenti. Invece dei soldi, però, sono arrivate le manette: i carabinieri hanno identificato uno degli estorsori con servizi di appostamento e osservazione e in conclusione delle indagini hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli, nei confronti di un uomo di Sant'Antimo, in provincia di Napoli, accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e ritenuto vicino ai gruppi criminali organizzati che operano tra Sant'Antimo, Casandrino e Grumo Nevano.

Le indagini erano partite dopo la denuncia, nel maggio 2019. All'epoca due persone si erano presentate nel cantiere di una ditta, con sede legale a Quarto, che aveva vinto una gara d'appalto da 90mila euro per il ripristino dell'asfalto e l'apposizione della segnaletica stradale di un tratto di strada del centro di Casandrino. Dicevano che per lavorare in quel territorio era necessario pagare a non meglio specificati "amici di Sant'Antimo". Niente nomi, ma un messaggio chiaro lo stesso: c'era un gruppo criminale che pretendeva la propria fetta di guadagni per quei lavori, e non acconsentire avrebbe portato solamente problemi. Fino al pagamento, i lavori andavano sospesi.

Il titolare della ditta, invece di cedere, si era rivolto alle forze dell'ordine. Erano stati così organizzati i servizi di controllo sul cantiere e, durante gli appostamenti, è stato identificato uno dei responsabili mentre sono in corso ulteriori accertamenti per arrivare all'identità dell'altro.