Uno dei volti ricostruiti nel laboratorio di ricerche applicate. [Foto @Massimo Osanna]
in foto: Uno dei volti ricostruiti nel laboratorio di ricerche applicate. [Foto @Massimo Osanna]

Alcune delle vittime dell'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo iniziano ad avere un volto. Un piccolo "miracolo tecnologico" reso possibile grazie al lavoro del laboratorio di ricerche applicate sui teschi ritrovati in quella che è chiamata la Casa di Giulio Polibio, a Pompei. Si tratta di proiezioni tridimensionali che, partendo dalle ossa e dai calchi in gesso, nonché dai teschi, ha permesso per la prima volta di poter "vedere" alcuni dei pompeiani morti nella terribile eruzione del 79 dopo Cristo, quasi duemila anni dopo. Ed anche se i volti potrebbero non essere quelli giusti al cento per cento, sicuramente sono molti vicini a come dovevano essere da vivi.

Le immagini di alcuni volti ricostruiti sono state diffuse da Massimo Osanna, professore e soprintendente del Parco Archeologico di Pompei, ed hanno acceso la fantasia di molte persone, che per la prima volta hanno potuto vedere i volti di alcuni di coloro che morirono nell'eruzione e che si trovavano all'interno della casa di Giulio Polibio, un comune cittadino pompeiano che è diventato oggi uno dei più famosi. Era infatti un semplice fornaio che si era candidato come edile in città nel 73 dopo Cristo (quando venne eletto) e che si ripresentò come duumviro (uno dei due magistrati che, assieme, avevano le funzioni amministrative della città) alle elezioni del 78. La sua vita, in parte, è stata ricostruita soprattutto grazie ai "manifesti" elettorali, sopravvissuti all'eruzione, così come la sua casa, grazie alla quale è stato possibile studiare ulteriormente l'architettura e lo stile delle abitazioni pompeiane.

Alcuni dei volti ricostruiti nel laboratorio di ricerche applicate. [Foto @Massimo Osanna]
in foto: Alcuni dei volti ricostruiti nel laboratorio di ricerche applicate. [Foto @Massimo Osanna]