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Pompei, restituisce reperto rubato negli scavi 50 anni prima
La settantacinquenne italo-canadese portò via l’oggetto nel 1964, come souvenir della luna di miele. Pentita, ha deciso ora di “liberarsi la coscienza” e restituirlo al sito archeologico.
A cura di
An. Mar.
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Ha custodito il "souvenir" per cinquant'anni, tra angoscia e rimorsi e ora, la settantacinquenne italo-canadese di Montreal ha deciso di alleggerirsi la coscienza e riconsegnare il reperto prelevato 50 anni fa nel sito di Pompei ai legittimi proprietari.
L'oggetto trafugato dalla donna durante la visita agli scavi dell'antica città che l'eruzione del Vesuvio ha reso immortale, pietrificandola con la colata lavica nell'aspetto che aveva nel lontanissimo 79 d.C., è un'antefissa in terracotta della fine del I secolo d.C. che ornava la copertura del cosiddetto quadriportico dei teatri.
Era il 29 giugno 1964, quando la turista canadese giunse in Italia in luna di miele. Durante una visita al sito archeologico di Pompei, notò il frammento nei pressi del teatro grande e lo prelevò, occultandolo all'interno della sua borsa. Non senza sensi di colpa la donna ha tenuto con sé l'oggetto per 50 anni decidendo infine di riconsegnarlo alle autorità italiane. Ormai determinata, ha preso quindi contatti con la Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, segnalando il possesso del reperto e l'intenzione di riportarlo in Italia. La Soprintendenza ha avvertito immediatamente il Nucleo T.P.C. campano, fornendo contestualmente i primi riscontri positivi circa l'effettiva appartenenza del reperto al sito archeologico. Le successive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno poi permesso di identificare la canadese e di contattarla per definire le modalità della consegna del frammento. La donna è stata ricevuta negli uffici del Nucleo TPC di Castel Sant'Elmo e ha potuto restituire il pezzo, dichiarando il suo senso di colpa per l'accaduto. L'antefissa, che si presenta ben conservata, questa mattina e' stata restituita alla Soprintendenza di Pompei che provvederà a collocarla di nuovo nella sua sede di origine.
Era il 29 giugno 1964, quando la turista canadese giunse in Italia in luna di miele. Durante una visita al sito archeologico di Pompei, notò il frammento nei pressi del teatro grande e lo prelevò, occultandolo all'interno della sua borsa. Non senza sensi di colpa la donna ha tenuto con sé l'oggetto per 50 anni decidendo infine di riconsegnarlo alle autorità italiane. Ormai determinata, ha preso quindi contatti con la Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, segnalando il possesso del reperto e l'intenzione di riportarlo in Italia. La Soprintendenza ha avvertito immediatamente il Nucleo T.P.C. campano, fornendo contestualmente i primi riscontri positivi circa l'effettiva appartenenza del reperto al sito archeologico. Le successive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno poi permesso di identificare la canadese e di contattarla per definire le modalità della consegna del frammento. La donna è stata ricevuta negli uffici del Nucleo TPC di Castel Sant'Elmo e ha potuto restituire il pezzo, dichiarando il suo senso di colpa per l'accaduto. L'antefissa, che si presenta ben conservata, questa mattina e' stata restituita alla Soprintendenza di Pompei che provvederà a collocarla di nuovo nella sua sede di origine.
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