Il sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, è stato sfiduciato: otto consiglieri della maggioranza e tre dell'opposizione hanno presentato le proprie dimissioni al notaio, sancendo la fine del mandato del sindaco del Partito Democratico dopo appena due anni e mezzo dal suo insediamento. Ora i cittadini di Pompei potrebbero tornare alle urne già tra maggio e giugno, in concomitanza con le prossime elezioni regionali della Campania.

Troppo aspre le critiche nei suoi confronti: solo quattro consiglieri non hanno firmato la sfiducia al primo cittadino di Pompei. Troppo pochi per continuare il proprio mandato a Palazzo De Fusco. Domattina arriverà l'ufficialità della fine della sua amministrazione. Pietro Amitrano era stato eletto il 12 giugno 2017 con oltre il 60% dei voti, al primo turno, e tutto lasciava credere ad un mandato che sarebbe durato fino alla fine. Ma le polemiche degli ultimi mesi, anche all'interno della stessa maggioranza, hanno portato alle dimissioni di quasi tutti i consiglieri che avevano dato il proprio appoggio al primo cittadino, costringendolo alla resa. Già da dicembre, la sfiducia sembrava essere nell'aria. Forti polemiche erano nate anche attorno alcuni progetti, come quello della grande ruota panoramica, alta sessanta metri con vista sugli Scavi di Pompei, su via Stabiana: un progetto che secondo Amitrano avrebbe valorizzato ulteriormente la città ma che era subito stato visto di difficile realizzazione. Lo stesso ministro Bonisoli, all'epoca ai beni culturali, bocciò l'idea sul nascere, commentando poche ore dopo che la notizia era trapelata sui giornali: "Non se ne parla proprio. Ai nostri uffici non è arrivata nessuna richiesta, ma se arrivasse la rispediremmo al mittente".