immagine da Libera Campania – Facebook
in foto: immagine da Libera Campania – Facebook

Trent'anni dalla "strage del bar Sayonara", da quell'agguato di camorra organizzato dal clan Sarno contro i rivali degli Andreotti che lasciarono a terra quattro innocenti, maciullati da mitra e fucili. Quella sera dell'11 novembre del 1989, a Ponticelli, quartiere della periferia orientale di Napoli, davanti ai bar Luisa e al bar Sayonara, era come al solito pieno di gente. I killer dei Sarno erano arrivati imbottiti di cocaina e non avevano nemmeno ben presenti le facce di quelli che devono uccidere. Fu una pioggia di piombo e di sangue.

Stamattina, a trent'anni da quella strade, più di 2.500 studenti venti scuole di Ponticelli hanno marciato lungo le strade del quartiere per ricordare Gaetano De Cicco, Salvatore Benaglia, Domenico Guarracino e Gaetano Di Nocera, vittime collaterali di una guerra di camorra combattuta tra la gente. Nei giorni scorsi negli istituti scolastici c'erano stati dibattiti e confronti per far conoscere quella tragedia e la storia delle vittime innocenti attraverso le testimonianze dei familiari.

L'iniziativa di oggi, 11 novembre, è stata organizzata dal presidio Libera Ponticelli "Vittime 11 novembre", col supporto di Libera Campania, di Fondazione Polis e del Comune di Napoli; a presidiare il corteo, gli uomini della Polizia di Stato e della Polizia Municipale di Napoli e gli operatori della Protezione Civile.

Al corteo hanno preso parte anche i familiari e gli amici di Ciro Colonna, ucciso il 7 giugno 2016 a Ponticelli in un agguato contro Raffaele Cepparulo, ras dei cosiddetti Barbudos: i killer fecero irruzione in un circolo del Lotto O e aprirono il fuoco anche contro Colonna, 19 anni, credendo che stesse tirando fuori una pistola: in realtà il ragazzo, totalmente estraneo a logiche di malavita, stava solo raccogliendo gli occhiali che gli erano caduti nella fuga.