Un groviglio enorme di cavi rossi, per un totale di una tonnellata e se quintali. "Oro rosso", come viene chiamato per via del valore e della facilità con cui può essere rivenduto, specie quando è rubato: facile da trovare, viene smerciato alla metà del prezzo di mercato. Il carico è stato trovato dagli agenti del Compartimento di Polizia Ferroviaria per la Campania nei locali di una ditta di recupero di rottami, a Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli. I continui controlli delle forze dell'ordine hanno fatto registrare, rispetto agli anni scorsi, un calo dei furti di circa il 60%, sebbene il prezzo del metallo sia in ascesa.

Il rame era stato nascosto tra gli scarti ferrosi, i poliziotti hanno recuperato trecce, corde e numerose barre di conduzione per cabine di sottosezioni elettriche. Al momento del rinvenimento i cavi erano già "nudi", quindi senza la guaina su cui sono impresse le informazioni che avrebbero potuto farne stabilire la provenienza, ma sono dello stesso tipo di quelli utilizzati da Ferrovie dello Stato; è possibile, quindi, che nel deposito di Ponticelli ci fossero stoccati i cavi rubati nelle stazioni ferroviarie, in quei furti che hanno causato rallentamenti sulle linee e stop dei treni.

Il controllo è stato eseguito nell'ambito dell'operazione "Oro rosso", che ieri ha visto in campo gli agenti della Polizia Ferroviaria in tutta Italia e finalizzata a contrastare il fenomeno dei furti di rame in ambito ferroviario. Il titolare dell'azienda, un 38enne residente nella provincia di Napoli, non ha potuto fornire la documentazione per provare la provenienza del rame e il regolare acquisto; è stato denunciato per violazione della normativa sulla gestione dei rifiuti speciali, mentre sono in corso le indagini per individuare la provenienza del metallo.

Nella stessa giornata di ieri, 5 dicembre, i poliziotti della Polfer hanno ispezionato un'azienda di smaltimento in provincia di Caserta, riscontrando delle irregolarità nella gestione dei registri di carico e scarico dei rifiuti ferrosi non pericolosi; il titolare è stato sanzionato per inosservanza delle prescrizioni in materia ambientale, con multa di 2mila euro.