Lui, che si vantava di far parte di una banda della spaccata, proprio non se ne faceva una ragione di essere finito sotto indagine per un motorino rubato. E si sfogava coi complici: "Ma io gliel'ho detto, mi state chiedendo di un motorino? ma avete visto chi sono? io ho anche vergogna di ricevere questa denuncia, ma che me ne devo fare di un motorino?". C'è anche questo nell'ordinanza di custodia cautelare che stamattina, 15 aprile, ha portato in carcere 8 persone, accusate di furto aggravato in concorso: farebbero parte della "banda della spaccata" che ha messo a segno numerosi colpi ai danni di negozi di abbigliamento di lusso e tabaccai. Gli episodi contestati risalgono al periodo tra il luglio 2017 e il gennaio 2018 e sono avvenuti tra Napoli e Caserta. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli, dell'esecuzione se ne sono occupati i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, che hanno curato le indagini sotto il coordinamento della Procura della Repubblica. La tecnica, comune a tutti i furti, era quella della cosiddetta spaccata: i ladri sfondavano vetrine e porte, si intrufolavano all'interno e facevano razzia di contanti o di qualsiasi cosa di valore fosse a portata di mano. Un modus operandi che non portava sempre ad alti guadagni, ma di contro garantiva rapidità e quindi rischio basso di venire beccati.

I carabinieri hanno accertato che gli arrestati avevano ognuno il proprio ruolo, a seconda delle abilità e della conformazione fisica. Il gruppo si spostava con diverse automobili: la paranza si divideva, mentre la refurtiva veniva trasportata su un veicolo "pulito", ovvero mai controllato dalle forze dell'ordine, e su cui viaggiava una persona sola. Alcuni dei membri della banda vennero arrestati in flagrante il 19 marzo 2018, dopo il furto in un negozio di abbigliamento, e venne recuperata la refurtiva, dal valore di circa 30mila euro. I destinatari dell'ordinanza sono Francesco Di Leva, 51 anni, Salvatore Rubino, 50 anni, e Antonio Iandolo, già detenuto per reati contro il patrimonio, tutti di Porta Capuana; Ciro Storto, 46 anni, Giovanni Flauto, 36 anni, già detenuto ai domiciliari a Ravenna, Amilcare Giunto, 19 anni, tutti residenti nei dintorni di piazza Cavour, a Napoli; Angelo Fusco, 24 anni, detenuto già per reati contro il patrimonio; Massimiliano Tramontano, 45 anni, della zona dei Tribunali.