L’equipe guidata da Umberto Marcello Bracale, responsabile della Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Chirurgia Vascolare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II.
in foto: L’equipe guidata da Umberto Marcello Bracale che si è occupata dell’operazione.

Una protesi creata su misura ha permesso di salvare la vita di una donna al Policlinico Federico II di Napoli: le è stata infatti impianta un'endoprotesi del tutto particolare, ovvero caratterizzata dalla presenza di "buchi" lungo le pareti, per contrastare un aneurisma dell'aorta addominale, molto vicino all'origine delle arterie renali stesse. Un intervento reso ancora più complicato dal fatto che la donna, affetta dunque da un aneurisma iuxta-renale, ha 79 anni e dunque con tutti i rischi che l'età non proprio giovanissima comporta. Una protesi normale, infatti, avrebbe potuto occludere le arterie renali senza addirittura escludere l'aneurisma stesso: insomma, un intervento davvero difficile.

Ecco perché la scelta fatta dall'équipe medica del dottor Umberto Marcello Bracale, responsabile della Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Chirurgia Vascolare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, è andata verso la strada della protesi "su misura" e soprattutto "fenestrata", ovvero con annessi buchi lungo le pareti che permettessero al sangue di fluire anche nelle arterie che hanno origine nel tratto di aorta viscerale interessato dall'aneurisma stesso. L'intervento è durato tre ore ed è stato eseguito per via percutanea, ovvero evitando incisioni chirurgiche. La donna ricoverata è stata quindi dimessa dopo due giorni di degenza post-operatoria ed è ora in ottime condizioni di salute. "La protesi si adatta perfettamente all’anatomia della paziente", ha spiegato il dottor Bracale, "disegnata e fabbricata con estrema precisione sulla angio-TC preoperatoria, tenendo conto della sede, delle dimensioni e dei rapporti reciproci delle arterie. Lungo le pareti degli opercoli, in corrispondenza dell’origine delle arterie renali, sono stati, inoltre, inseriti due stent ricoperti per assicurare la tenuta del sistema protesico e dell’arteria mesenterica superiore, quella che irrora l’intestino. È la prima volta che questa innovativa procedura chirurgica viene realizzata al Policlinico Federico II".