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Quando la burocrazia è davvero troppo lenta: il rimborso fiscale arriva dopo 33 anni

La vicenda ha inizio nel 1983 e ha per protagonisti un funzionario pubblico napoletano, orami deceduto, e suo figlio. Solo adesso, grazie all’aiuto di alcuni funzionari, l’uomo è riuscito ad ottenere un rimborso fiscale che spettava a suo padre.
A cura di Valerio Papadia
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Una storia curiosa, a suo modo forse divertente, ma che apre gli occhi sui problemi di lentezza legati agli iter burocratici in Italia. La vicenda ha inizio a Napoli nel 1983, quando un funzionario pubblico ravvisa un problema sull'aliquota di tassazione sul trattamento di fine rapporto – ricevuto con il raggiungimento della pensione nel 1978 – contestandola. Nel 1990, però, l'uomo muore senza aver risolto il contenzioso – pari ad una cifra di 612mila lire – che nel frattempo è già avviato ed è passato in mano alla commissione tributaria.

La palla passa così al figlio del funzionario comunale, un giornalista napoletano, che nel 2015, 25 anni dopo la morte del padre e 32 dopo la contestazione del problema di tassazione sul Tfr, si vede notificare a casa il rigetto della richiesta presentata del genitore. Così l'uomo si presenta negli uffici dell'Agenzia delle Entrate di Napoli, dove alcuni funzionari, in un anno o giù di lì, risolvono la questione – dopo ben 33 anni – corrispondendo al giornalista la somma di 733 euro.

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