Chiedevano il pizzo prima di Natale e Pasqua, arrivando a raccogliere anche seicento euro. Ed hanno proseguito ad estorcere denaro agli esercenti finché il cerchio non si è chiuso e sono scattate le manette. Tre persone sono state arrestate dalla squadra Mobile e del Commissariato di Polizia di Secondigliano: devono rispondere, in concorso tra loro, di tentata estorsione con l'aggravante dell'attività mafiosa. Anche altre due persone sono state fermate successivamente perché accusate a loro volta di estorsione continuata ed aggravata, in concorso tra loro, con l'aggravante dell'attività mafioso.

Le indagini sono partite dopo che due negozianti, dal dicembre del 2018, erano stati costretti a pagare il pizzo in occasione delle festività natalizie e poco prima di quelle pasquali successive. Gli inquirenti sono riusciti però, con osservazioni e appostamenti nei pressi degli esercizi commerciali presi di mira, a risalire agli estorsori. Lo scorso 20 settembre sono così scattate le manette per tre di loro: sono infatti stati arrestati D.Q., classe 1995, C.S., classe 1985, ed una donna, C.C., classe 1988: sono stati tutti bloccati mentre chiedevano 300 euro per non far "chiudere" i negozi. Le indagini però sono proseguite fino a individuare altri due uomini: E.D.E. e C.G., rispettivamente classe 1980 e classe 1987, i quali si sarebbero resi responsabili, in precedenza, di estorsione nei confronti degli stessi commercianti. Martedì, quindi, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha deciso, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, di trasferire in carcere tutti e cinque gli indagati.