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"Ero con gli amici a Nisida quando abbiamo sentito un rumore e subito dopo delle ragazze che urlavano "l'ha buttata giù, l'ha buttata giù"". Comincia così il racconto a Fanpage.it di Francesco, uno dei giovani che è intervenuto per il primo soccorso alla ragazza 22enne di Caserta che, nella notte scorsa, è stata spinta sugli scogli dall'amico a Nisida, durante una discussione. Il giovane, un napoletano incensurato di 24 anni, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di tentato omicidio, la ragazza è attualmente ricoverata al Secondo Policlinico in condizioni cliniche: è finita con la schiena sugli scogli e poi in acqua, è quasi annegata.

È successo intorno all'una del mattino, di fronte a una discoteca di Nisida, nel quartiere napoletano di Bagnoli. "Non abbiamo visto quello che è successo, ma abbiamo sentito le ragazze gridare e ci siamo avvicinati. All'inizio credevamo fosse una rissa, poi abbiamo capito – ricorda Francesco, che ha 24 anni e fa l'infermiere – quella immagine non la dimenticherò mai: la ragazza era immobile a pelo d'acqua, con la faccia in giù. Sembrava una scena da film, è stato terribile, siamo rimasti impietriti". Il primo a soccorrere la giovane è stato il buttafuori della discoteca, richiamato dalle urla degli altri ragazzi; insieme a un'altra persona è sceso sugli scogli, l'ha afferrata e l'ha tirata fuori dall'acqua.

Qualche altro minuto, forse pochi secondi, e sarebbe annegata. A quel punto Francesco si è fatto avanti, si è qualificato come infermiere e si è offerto di prestare le prime cure in attesa dell'arrivo dell'ambulanza. "La ragazza non respirava, aveva perso conoscenza ma per fortuna il cuore non si è mai fermato. L'ho girata su un fianco e con la mano ho compresso sullo stomaco e sui polmoni. Ha buttato fuori acqua e schiuma. Quando ha smesso mi sono accorto dal respiro che ce n'era ancora, quindi l'ho messa supina e ho premuto facendole espellere altra acqua".

Nel frattempo sono arrivati i carabinieri, che erano già in zona. I militari hanno fatto intervenire un'ambulanza, che è giunta a Nisida pochi minuti dopo. "Non ha mai ripreso conoscenza – conclude Francesco – ma reagiva. Quando le è stata applicata la maschera di ossigeno ha mosso le braccia, cercava di toglierla. Sicuramente non era in coma. Spero che si riprenda, sicuramente è stata fortunata perché ha trovato il buttafuori che l'ha recuperata e poi io ho fatto il possibile per rianimarla. In quelle situazioni non sempre si sa cosa fare. Urlavano di chiamare il 118, ma si doveva intervenire subito". La ragazza è stata portata prima al San Paolo, dove le condizioni sono apparse critiche, e subito dopo è stata trasferita al Secondo Policlinico.