Applausi scroscianti per Riccardo Muti al Teatro San Carlo di Napoli, dove il maestro ha diretto la Chicago Symphony Orchestra nella "Fedora" di Umberto Giordano. E prima del bis, il maestro Muti ha voluto lanciare frasi d'amore verso la sua città, Napoli, che da sempre lo accoglie con grande entusiasmo quando si esibisce nello spettacolare Teatro cittadino, a due passi da piazza del Plebiscito e dalla Galleria Umberto I: "Sono italiano al cento per cento, ma del sud al 200 per cento", ha detto Riccardo Muti, "sono nato a Napoli, in via Cavallerizza a Chiaia 14".

Muti, che ha concesso il bis ieri pomeriggio al Teatro San Carlo, ha aperto l'intermezzo della "Fedora" di Umberto Giordano spiegando: "Si tratta di un autore del Regno di Napoli e, parafrasando un'aria di quest'opera, l'amore per la nostra città ci vieta di non amarla". Il riferimento è all'opera dell'autore zaratino Arturo Colautti e musicata dal maestro foggiano Umberto Giordano (che a sua volta si era ispirato al dramma omonimo di Victorien Sardou ed alla Tosca di Giacomo Puccini), andata in scena per la prima volta il 17 novembre 1898 al Teatro della Scala di Milano e che vide tra i suoi personaggi principali la brianzola Gemma Bellincioni (scomparsa proprio a Napoli nel 1950) nel ruolo di Fedora Romazoff (soprano), il friulano Delfino Menotti come De Siriex (baritono) e soprattutto del napoletano Enrico Caruso come Loris Ipanoff (tenore), che proprio da questa sua esibizione ottenne i primissimi grandi riconoscimenti che lo porteranno negli anni a diventare una delle voci più note del panorama artistico internazionale.