I problemi della raccolta rifiuti di Napoli potrebbero avere ripercussioni negative anche sui comuni della provincia, causando rallentamenti e disservizi anche dove la gestione non ha al momento difficoltà. L'allarme arriva dai sindaci di alcuni comuni del Vesuviano (Portici, San Giorgio a Cremano, Ercolano, San Sebastiano al Vesuvio, Cercola, Massa di Somma, Somma Vesuviana, Pollena Trocchia, Volla e Torre del Greco), preoccupati perché ritengono che la gestione degli impianti si smaltimento da parte della Città Metropolitana e della Società Provinciale Sapna potrebbe danneggiare anche la raccolta differenziata nelle loro città.

Il sindaco Zinno: "Raccolta rifiuti a Napoli rallenta gli altri comuni"

"Oltre agli aumenti sconsiderati dei costi che si ripercuoteranno sui cittadini, vi è una politica che mette in coda alle necessità della città di Napoli qualsiasi altro territorio rallentando, se non bloccando, la raccolta anche nelle città dove non vi è alcuna crisi – scrive su Facebook Giorgio Zinno, sindaco di San Giorgio a Cremano – nei prossimi giorni anche nelle nostre città vi potranno essere disservizi creati dalle interminabili code per sversare l'indifferenziato che in maniera sistematica vedono i camion dell'Asia scavalcare qualsiasi fila". Dei mezzi a disposizione per la raccolta, specifica Zinno, soltanto uno è disponibile, gli altri sono in coda per scaricare. Pertanto il primo cittadino invita "a conferire quanto meno rifiuto possibile e a rispettare la frazione onde evitare seri problemi per domani mattina".

Il documento congiunto dei sindaci: "Stir di Tufino bloccato per colpa di Napoli"

Soltanto ieri, 11 gennaio, i sindaci di 59 Comuni che fanno capo all'Ente d'Ambito Napoli 3 avevano denunciato la situazione di affanno dello Stir di Tufino, attribuendo le responsabilità del problema a Napoli che, secondo il documento congiunto, "nell'ultimo periodo ha significativamente aumentato la quota dei rifiuti che viene smaltita nei tre Stir della provincia di Napoli, da circa 850 a circa 1200 tonnellate al giorno". L'aumento, indicano ancora i sindaci, è causato sia dalla chiusura dello stabilimento ICM di via Nuova delle Brecce, "che consentiva all'Asia Napoli di stoccare provvisoriamente gli indifferenziati non conferiti nell'impianto", sia dal "più ridotto svolgimento dell'attività di raccolta differenziata, con particolare riferimento alla frazione umida".