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Romina Del Gaudio, l’uomo della lettera ha già ucciso: caso verso la riapertura

Identificato dopo 15 anni l’uomo che una testimone anonima vide avvicinare Romina: ha già ucciso. Altri nuovi e importanti elementi investigativi sono emersi all’attenzione della Procura sul caso della diciannovenne uccisa nel 2004 nel bosco di San Tammaro. “Movente sessuale” dicono i consulenti della famiglia. La richiesta di riapertura è al vaglio del pm.
A cura di Angela Marino
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Il caso di Romina Del Gaudio potrebbe essere riaperto. Come appreso in esclusiva da Fanpage.it, che ha seguito da molto vicino le nuove indagini sul caso della ragazza uccisa nel 2004, nuove importantissime risultanze investigative sono state raccolte dal team difensivo ingaggiato dai familiari. Poco dopo Capodanno la richiesta di riapertura del fascicolo è stata depositata al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Cosa è stato scoperto

Accertamenti su alcuni reperti ritrovati sulla scena, il bosco della Reggia di Carditello a San Tammaro, dove la vittima fu uccisa a coltellate e pistolettate dopo un presunto tentativo di violenza sessuale, hanno permesso di identificare per la prima volta una tessera di una piscina ritrovata accanto al corpo della ragazza. Non solo. Come già annunciato in esclusiva lo scorso giugno da Fanpage.it, l'esame di una lettera anonima inviata da una sedicente testimone a ‘Chi l’ha visto?’ e alla Procura – e mai investigata finora  – ha permesso di identificare l'uomo con il quale Romina si sarebbe allontanata. Una scoperta scioccante poiché si tratta di un soggetto residente nella provincia di Caserta con un precedente violento specifico: l'uomo aveva ucciso a pugnalate una coetanea della quale si era invaghito.

Le indagini 15 anni dopo

"Siamo soddisfatti del lavoro svolto" ha detto Francesco Stefani, il legale a cui i familiari di Romina hanno affidato di recente le indagini difensive. L'avvocato fiorentino ha lavorato fianco a fianco con la psicologa e criminologa Luisa D'Aniello, che ha contribuito a ricostruire la criminogenesi e la criminodinamica del delitto e l'investigatore Giacomo Morandi, che ha svolto le ricerche sul territorio. "Fermo restando l'ottimo lavoro svolto all'epoca dalla Procura – dice la crimonologa D'Aniello – con le tecniche all'avanguardia in uso oggi nelle scienze forensi potrebbero finalmente essere rintraccianti gli elementi mancanti del caso, un caso che potremmo classificare come omicidio con movente sessuale".

La pista casertana

Le indagini si sono svolte nell'area tra Napoli e Caserta, ovvero tra la residenza di Romina, originaria della zona collinare di Napoli e il luogo del ritrovamento del corpo, lo spettrale bosco a ridosso della Reale Tenuta Borbonica di Carditello. Nel mezzo, ovviamente, c'è il luogo dal quale si ritiene che la ventenne sia stata prelevata in auto, ovvero il centro storico di Aversa, dove la ragazza si era recata quel giorno per stipulare alcuni contratti per l'azienda di telefonia per cui lavorava.

L'uomo della lettera aveva già ucciso

Diversi testimoni hanno riferito di aver visto Romina camminare da sola, all'ora di pranzo, non lontano da piazza Magenta, dove la ragazza sarebbe stata vista dall'autrice della lettera anonima, mentre due uomini cercavano d'indurla a salire in auto con loro. Proprio dalla targa del veicolo, riportata nella lettera, il team investigativo è partito nelle nuove indagini. La targa è risultata appartenere a un veicolo tuttora in circolazione e di proprietà del soggetto già condannato per l'omicidio di una giovane donna. Tutti elementi raccolti sono ora al vaglio del pm competente del caso che in questi giorni deciderà se riaprire o no il caso della diciannovenne napoletana. I familiari attendono fiduciosi.

Romina e le altre

L'omicidio di Romina Del Gaudio ha tormentato per quindici anni la comunità di San Tammaro, dove il corpo della ragazza, creduta scomparsa per 40 giorni, fu trovato il 21 luglio del 2004, mortificato dai segni di un'indescrivibile violenza. Secondo la ricostruzione della dinamica, Romina, infatti, sarebbe stata rincorsa dal suo assassino, attinta da una coltellata e poi finita con un colpo alla testa, presumibilmente in un tentativo di stupro. Non lontano da quelle zone gli investigatori dell'epoca rintracciarono altri quattro omicidi di giovani donne, avvenuti a Maddaloni, Villa Literno, Santa Maria La Fossa, Castelvolturno e Sessa Aurunca, tanto da fare nascere l'inquietante sospetto di un serial killer. Assicurare l'assassino di Romina alla giustizia, potrebbe finalmente liberare la comunità da un passato oscuro.

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