Una delle piazze di spaccio principali era vicino al campus universitario di Fisciano: sentinelle a controllare chi si avvicinava e chi si allontanava, e stupefacenti a fiumi. Ma la droga la portavano ovunque, avevano inondato una vasta zona della provincia di Salerno, con legami con la camorra che riforniva continuamente grosse partite da spacciare al dettaglio. E, per ingannare le forze dell'ordine, usavano anche dei minorenni: se li portavano dietro come copertura, per evitare di essere fermati. In manette sono finite 14 persone, ritenute i componenti di due organizzazioni criminali separate che avevano egemonizzato il traffico di droga tra Nocera Inferiore, pagani, Castel San Giorgio, Mercato San Severino, Nocera Superiore e Nola.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dall'alba di oggi, 11 ottobre, dai carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, col supporto del Nucleo Cinofili di Sarno e sotto il coordinamento del pm della Direzione Distrettuale Antimafia, Vincenzo Montemurro. Hanno partecipato 90 carabinieri con 25 auto del comando provinciale di Salerno e 3 unità cinofile. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio; dei 14 indagati, 4 erano già destinatari di un'altra misura cautelare.

La droga comprata dai clan di Scampia

L'indagine era stata avviata nel 2016, approfondendo una precedente attività della Compagnia di Mercato San Severino. Gli indagati erano in grado di procurare di tutto, in particolare crack, cocaina ed eroina. La droga veniva acquistata tramite un pregiudicato di Pagani, ritenuto legato al cartello camorristico Fezza – D'Auria – Petrosino, che si occupava dei rifornimenti; comprava i carichi a Scampia, a Castel Volturno e Pagani. Per evitare i controlli, i pusher usavano dei minorenni come protezione dello spaccio. I militari hanno individuato due gruppi criminali distinti, il primo attivo tra Nocera Superiore, Pagani e i comuni limitrofi, l'altro a Castel San Giorgio.

La piazza di spaccio nel campus di Fisciano

Quella del campus universitario di Fisciano era una delle piazze di spaccio più attive. Per le indagini si è rivelata preziosa la collaborazione di diversi assuntori, studenti universitari che probabilmente, come rileva il pm Montemurro, quando si sono resi conto di aver acquistato da una organizzazione criminale che stava diventando sempre più potente hanno voluto aiutare le forze dell'ordine. La collaborazione, ha sottolineato il comandante provinciale dei Carabinieri, Gianluca Trombetta, ha consentito di individuare parecchi episodi di spaccio e fare dei grossi passi avanti nell'indagine. L'Università degli Studi di Salerno ha ringraziato il Comando Provinciale dei Carabinieri.

"La notizia dell'individuazione di un'associazione dedicata allo spaccio di sostanze stupefacenti, operativa nei comuni dell'Agro Nocerino e per alcune attività nei pressi del campus di Fisciano – dice il rettore, Aurelio Tommasetti – ci conforta e ci rassicura sul lavoro di collaborazione e sinergia avviato e consolidato con le forze dell'ordine del nostro territorio. Tutti gli interventi realizzati per il potenziamento dei livelli di sicurezza dei nostri spazi universitari, non in ultimo la recente attivazione di un circuito di 314 telecamere installate tra i due campus, hanno come unico grande obiettivo quello di garantire i nostri studenti, le loro famiglie e rendere i campus Unisa spazi sempre più sicuri, vivibili e protetti".