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Arbitri ancora nel mirino nel calcio non professionistico: gli episodi di violenza sembrano ormai quasi all'ordine del giorno, soprattutto nelle categorie più basse dove, da una parte, è minore l'attenzione mediatica e dall'altra i protagonisti in campo sono quasi sempre o giovani arbitri o calciatori quasi improvvisati che non sembrano avere molto chiare le regole di pacifica convivenza di uno sport come il calcio che dovrebbe, invece, trasmettere determinati valori soprattutto davanti ai più piccoli, che spesso assistono dalle tribune a gesti che con lo sport in generale non hanno nulla a che vedere. Due gli episodi nell'ultimo fine settimana nella provincia salernitana che hanno visto gli arbitri nel mirino di tesserati particolarmente indisciplinati.

Si tratta di due gare della Seconda Categoria salernitana. Nel primo caso, si è trattata di un'aggressione di un dirigente sportivo nei confronti dell'arbitro "reo" di aver espulso un calciatore della propria squadra: prima quest'ultimo, allontanandosi dal terreno di gioco, ha iniziato ad insultarlo, poi si è aggiunto anche il suo dirigente, che gli ha lanciato contro una borraccia d'acqua, colpendolo ai piedi. L'uomo, da comunicato del giudice sportivo, è stato squalificato fino al 1° marzo del 2020. Nel secondo caso, invece, dopo che un arbitro aveva espulso, per doppia ammonizione, un calciatore negli ultimi minuti di gara, questi ha ben pensato di colpirlo al volto, spaccandogli il labbro e ferendolo al mento, oltre a fargli volare via il fischietto da bocca. Per lui, la prossima partita scatterà non prima del 30 ottobre 2020: è stato infatti squalificato per un anno.