Un'azienda agricola di Pontecagnano Faiano (Salerno) si è ritrovata con un campo coltivato a spinaci sotto serra distrutto da un branco di cinghiali, con un danno stimato in circa 8mila euro. Lo denuncia Coldiretti, che parla di "campanello di allarme molto grave", soprattutto perché gli animali si stanno spingendo fino ai confini delle città. L'emergenza cinghiali nella provincia di Salerno aveva portato, ad ottobre, al vertice in Prefettura con le forze dell'ordine, i presidenti del Parco Nazionale del Cilento – Vallo di Diano e Alburni e del Parco Regionale dei Monti Picentini e i rappresentanti della Regione Campania e degli ambiti territoriali di caccia.

"Il tutto – spiega il presidente di Coldiretti Salerno, Vito Busillo – è accaduto a poche ore dall'approvazione in Giunta regionale del programma di "Prelievo selettivo del cinghiale nelle aree non vocate della Regione Campania" redatto dal centro di Riferimento Regionale di Igiene Urbana Veterinaria e volta ad un prelievo mirato e alla riduzione degli impatti causati dalla specie nelle aree critiche individuate nella regione. È un primo passo per la semplificazione e la sburocratizzazione del sistema, per abbassare il numero di questi animali e mantenere le quote sotto controllo".

Il direttore di Coldiretti Salerno, Enzo Tropiano, ha sottolineato che "il cinghiale è un problema per i campi e per l'incolumità delle persone. Chi fa questo lavoro mette in conto che una parte del raccolto possa anche andare perduta a causa della fauna selvatica, ma così è troppo. L'episodio di questa notte a Pontecagnano è un campanello d'allarme molto grave: i cinghiali non si limitano solo alle scorribande nelle aree agricole, distruggendo coltivazioni e piante di ogni sorta ma si spingono fino ai confini delle città".