Foto di repertorio
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Si chiama "La pizza buona dentro e fuori", ed è gestita da detenuti. Aperta a chi sta scontando una pena, ma anche a chi vorrà visitarla dall'esterno. Il progetto, che consiste nella realizzazione e nella conduzione di una pizzeria sociale che possa fare anche da volano per il reinserimento una volta usciti dal carcere, è stato realizzato nella casa circondariale "Antonio Caputo" di Salerno, sfruttando un deposito fino ad ora inutilizzato al piano terra della struttura; l'inaugurazione, alle 10.30 di oggi, 4 ottobre, è il punto di arrivo del protocollo di intesa siglato il 5 novembre 2018 tra le istituzioni coinvolte che con questa iniziativa hanno conciliato il fine rieducativo della pena con l'inserimento lavorativo dei detenuti.

In questa fase di avvio "La pizza buona dentro e fuori" è rivolta soltanto ai detenuti della casa circondariale, ma l'obiettivo, come ha spiegato il direttore del carcere, Rita Romano, è di accogliere anche il pubblico proveniente dall'esterno. Per reperire gli altri fondi necessari sono state svolte dieci serate di fundraising in altrettanti ristoranti della provincia di Salerno, complessivamente sono stati raccolti 25mila euro.

Il menu previsto conta per ora otto pizze, che verranno vendute a partire dai tre euro l'una, e la pizzeria è gestita da venti detenuti. Il progetto è stato realizzato col contributo della Camera di Commercio di Salerno e della fondazione Cassa di Risparmio Salernitana col supporto del Comune di Salerno, di Casamica e delle fondazioni Comunità Salernitana, che ha destinato il 5×1000 di tre anni fa a questa iniziativa. A fine ottobre, inoltre, partirà il corso finanziato dalla Regione Campania per ottenere la qualifica di pizzaiolo e che sarà destinato a 10 detenuti.