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Una sordida storia di violenza in famiglia arriva da Olevano sul Tusciano, nella provincia di Salerno, dove un uomo è stato condannato a sei anni e otto mesi di reclusione per aver abusato sessualmente della figlia, una ragazzina di 13 anni. Le violenze sono venute alla luce dopo che la piccola vittima si è confidata con una psicologa del suo istituto scolastico: il padre la costringeva a masturbarsi e a masturbarlo e a compiere rapporti orali, toccandole le parti intime. In una occasione, il padre avrebbe anche provato a penetrarla, ma la ragazzina è riuscita a divincolarsi e a scappare. Le violenze avvenivano in casa, quando la mamma era al lavoro, in camera da letto ma anche mentre la ragazzina svolgeva le mansioni domestiche: i carabinieri della locale stazione, che hanno svolto le indagini, hanno appurato che le violenza sono cominciate nel 2017 e sono andate avanti anche negli anni a venire.

Non solo violenze fisiche, ma anche psicologiche, dal momento che l'uomo impediva alla 13enne di andare a scuola. Il rendimento scolastico della ragazzina era peggiorato sensibilmente, così come era cambiato il suo modo di vestirsi: la condizione della 13enne aveva attirato anche l'attenzione dei servizi sociali, che nel gennaio del 2019 avevano stilato una relazione, dopo una visita a sorpresa in casa della ragazzina, dove l'avevano trovata da sola con il fratellino, senza controllo. Determinante per far venire alla luce gli abusi sessuali però, come detto, le confidenze che la ragazzina aveva affidato alla psicologa della scuola.