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Napoli accoglie lo scrittore indiano, naturalizzato britannico, Salman Rushdie. La città partenopea ospita la seconda tappa de "Le Conversazioni 2019", il festival della letteratura internazionale. Per la prima volta al Madre (Museo d'arte contemporanea Donnaregina) di Napoli la kermesse debutta venerdì' 21 giugno alle ore 19.00 con un intervento dell'autore di "I figli della mezzanotte" (1980), "I versi satanici" (1988) e "La terra sotto i suoi piedi" (1999). Rushdie converserà con i lettori sul tema de "Le Conversazioni 2019": il "pregiudizio" inteso con tutte le sue sfumature. La fiera, giunta alla sua 14esima edizione, ha già avuto due appuntamenti a Roma (il 18 e il 19 giugno) con Susanna Tamaro, Annalena Benini, Francesco Vezzoli e Piera degli Esposti. La manifestazione, ideata da Antonio Monda e Davide Azzolini, proseguirà, poi, a Capri (nei weekend 28-29-30 giugno  e 5-6-7 luglio) con tanti ospiti internazionali: Marisa Silver, Ta-Nehisi Coates, Amitav Ghosh, Andrew Sean Greer, Leslie Jamison e Howard Jacobson.

Le Conversazioni a Napoli con Salman Rushdie

Al Madre di Napoli, Salman Rushdie interverrà oggi, venerdì' 21 giugno, per raccontarsi ai lettori partenopei attraverso i libri, le musiche e i personaggi che hanno caratterizzato la sua vita. Partendo dai luoghi che hanno condizionato la sua crescita personale e la sua opera letteraria traccerà un percorso a più tappe che parlerà del suo esilio e del suo ruolo di intellettuale. Il festival "Le Conversazioni 2019" è partito a New York lo scorso maggio e si concluderà proprio nella Grande Mela a dicembre con due appuntamenti presso la New York Historical Society e la Morgan Library & Museum. Intanto, ci sono già stati i due appuntamenti romani e c'è grande attesa per i due weekend capresi.

Salman Rushdie, vita e opere dello scrittore

Nato a Bombay nel 1947 da una famiglia benestante di fede islamica, Salman Rushdie raggiunge la notorietà come scrittore nel 1980 quando pubblica "I figli della mezzanotte". Il suo romanzo più conosciuto, però, è "I versi satanici" (1988) , che all'uscita destò molto scalpore facendo conoscere lo scrittore in tutto il mondo. Lo ayatollah Khomeyni pronunciò una fatwa – una" chiarificazione" data da un esperto di legge coranica – nei suoi confronti, ritenendolo reo di bestemmia nei confronti della religione islamica e condannandolo a morte. La storia era fantastica, ma anche allusiva nei confronti di Maometto, il profeta dell'Islam, quindi per molti ritenuta scandalosa. Da allora, lo scrittore e saggista, è costretto ad un esilio forzato che lo ha portato in giro per il mondo, a partire dal Regno Unito, dove vive sotto protezione. Autore di romanzi ambientati per lo più nel subcontinente indiano, nel suo stile mescola elementi mitici e fantasiosi per raccontare la realtà, secondo i dettami di quello che comunemente viene definito "realismo magico". Tanta attesa per il suo nuovo romanzo, "Quichotte", che dovrebbe uscire in autunno.