Anche per il 2020, tra polemiche, emozioni, risate, lacrime e, naturalmente, tanta musica, siamo giunti alla conclusione: volge al termine questa sera la settantesima edizione del Festival di Sanremo, che decreterà il vincitore del festival della canzone italiana. In gara, alla sua prima partecipazione come concorrente sul palco dell'Ariston, c'è anche l'artista toscano Piero Pelù, che a Sanremo ha portato la canzone Gigante, di cui lui stesso ha composto musica e parole. E della quale, nel corso di una intervista al Corriere della Sera, ha spiegato il significato: "La canzone è dedicata a mio nipote Rocco" ha detto il rocker toscano, estremamente legato al bimbo, 3 anni, figlio della sorella. "Ma è dedicata anche – ha proseguito Pelù – ai ragazzi del carcere minorile di Nisida".

Si tratta del carcere ubicato sull'omonimo isolotto che sorge tra Bagnoli e Posillipo, a Napoli. "Con i ragazzi del minorile – ha raccontato ancora Pelù nell'intervista – ho passato una settimana, a Forcella, nel centro dedicato ad Annalisa Durante, la ragazzina uccisa per strada (aveva 14 anni, vittima innocente di camorra, uccisa proprio a Forcella il 27 marzo del 2004, ndr)". "Insieme abbiamo scritto una canzone – conclude l'arista toscano, ex leader dei Litfiba -. I primi due giorni si guardavano la punta delle scarpe, parlavano tra loro a monosillabi, in dialetto napoletano stretto, sghignazzando di me. Sono riuscito a stabilire un contatto parlando di calcio, ragazze, feste, macchine".