Due anni, e ancora nulla si è mosso. Anzi, la situazione va peggiorando: negli ultimi giorni ci sono stati dei nuovi crolli e la voragine, che si era aperta nel centro storico di Sant'Antimo, in provincia di Napoli, si sta allargando e dal cortile interno minaccia la strada e gli altri edifici. A guardarle, le foto di via Pietro Giannangeli sembrano quelle di un bombardamento. L'edificio è sventrato, il muro è sbriciolato sulla strada. In una delle stanze si vede un letto in bilico, quasi inghiottito dal pavimento che ha ceduto, che è rimasto obliquo come se – anche quello – dovesse da un momento all'altro scivolare a terra. Come se il tempo si fosse fermato a quel 3 novembre 2017.

Un altro scatto mostra meglio la voragine: al di sotto del piano stradale, sotto la piazzetta tra gli edifici, è tutto vuoto. È una sorta di grotta, dove potrebbero collassare anche gli edifici che ancora sono rimasti in piedi. Per fortuna non c'erano state vittime, perché la palazzina era stata sgomberata pochi giorni prima, quando si era aperta la voragine. Ma da due anni e un mese è tutto fermo, in attesa che l'area venga dissequestrata e si possa parlare dei lavori di ripristino. I residenti, intanto, che quelle case hanno dovuto abbandonarle in fretta e furia e se le sono viste sbriciolare davanti, ancora non sanno se e quando potranno ritornare, o se dovranno arrendersi e cercare un'altra sistemazione. A peggiorare le cose, i crolli degli ultimi giorni: anche altri edifici adiacenti a quello distrutto starebbero mostrando dei cedimenti. Martedì prossimo, 10 dicembre, ci sarà un incontro con l'Amministrazione per fare un punto sulla situazione.

"Siamo disperati – dice uno dei residenti a Fanpage.it – abbiamo dovuto lasciare le nostre abitazioni di proprietà e abbiamo affittato casa. Tra noi ci sono persone anziane, malati, bambini, disabili, e non tutti possono permettersi di pagare un affitto per così tanto tempo. In questa settimana ci sono stati altri crolli e il danno sta peggiorando sempre di più, stanno cedendo anche altri palazzi vicini. Non sappiamo più che fare, chiediamo quasi tutti i giorni al Comune ma ci danno sempre le solite risposte. Loro prendono tempo, noi rischiamo di perdere tutto".