Pistole e fucili, una marea di munizioni, ma anche i razzi da guerra. Di quelli che venivano usati per i conflitti nei Balcani negli anni '90, quando, dopo la morte di Tito, si sgretolò la Jugoslavia. Era tutto nascosto nel vano contatori di una palazzina in fase di ristrutturazione di Sant'Antimo, in provincia di Napoli. Le armi sono state inviate ai laboratori dell'Arma per verificare l'eventuale utilizzo in recenti fatti di sangue. L'arsenale è stato scoperto dai carabinieri della tenenza di Sant'Antimo, che durante le indagini sul territorio hanno individuato come possibile nascondiglio dei clan un edificio di via Francesco Solimene, nei pressi dei locali dell'Asl Napoli 2.

Nel vano contatori erano stati nascosti 2 rivoltelle (una 357 magnum e una Colt 38), una semiautomatica calibro 8mm, 2 fucili da caccia Beretta calibro 12 e 106 proiettili di vario calibrio. Nel nascondiglio c'erano anche 5 razzi di fabbricazione jugoslava, del tipo che veniva utilizzato contro i carri armati; non si esclude che potessero essere utilizzati negli scontri tra clan, così come già avvenuto a Napoli alla fine degli anni '90, quando un colpo di bazooka fu esploso contro l'abitazione del fratello del boss Pietro Lago di Pianura.

In un borsone c'erano anche un berretto e una paletta della Polizia Municipale di Dragoni (Caserta), verosimilmente da utilizzare per fingersi appartenenti alle forze dell'ordine, e 820 grammi di marijuana divisi in 9 confezioni. Di recente a Sant'Antimo sono stati arrestati cinque carabinieri della stazione locale, dopo indagini dei militari di Castello di Cisterna: sono accusati di avere garantito protezione al clan Puca in cambio di regali.