Il flop delle sardine in piazza Dante a Napoli rischia di avere altri conseguenze sul movimento. Bruno Martirani, uno dei primissimi attivisti del movimento, ha fatto sapere infatti di essere stato cacciato dal movimento delle sardine, e di averlo scoperto solo una volta rientrato dalla manifestazione-flop di martedì sera. Manifestazione che, oltre a vedere un numero esiguo di persone partecipanti, ha visto anche non poche polemiche per il mancato intervento sul palco di Matteo Santori, il fondatore bolognese del movimento, nonché di altre discussioni interne alle sardine, che si avvicinano in un clima di alta tensione all'appuntamento del 14 e 15 marzo a Napoli, per una assemblea "plenaria" con attivisti da tutta Italia.

Durissimo l'attacco di Martirani, che parla apertamente di "burattini napoletani di Santori e amici", che subito dopo la manifestazione lo avrebbero "cancellato dalle chat interne e dalla gestione della pagina e del gruppo Facebook, che tra l'altro avevo creato personalmente", ha aggiunto ancora Martirani, che ha spiegato anche quelli che sarebbero stati i motivi del flop in piazza. "Avevo ripetutamente segnalato agli organizzatori che di martedì sera la partecipazione di coloro che lavorano sarebbe stata complicata, così come lo è quella di coloro che vivono in periferia, visto lo stato disastroso dei trasporti pubblici". Ma le avvisaglie non sono bastate: e così, complice anche una contemporanea manifestazione di protesta organizzata dai Centri Sociali (più radicati sul territorio e dunque in grado di smuovere più persone anche in un giorno feriale) contro l'arrivo di Matteo Salvini in città, i numeri del flop erano praticamente annunciati.