Il ritrovamento dello scheletro [Foto dalla pagina Facebook "Baia Domizia"]
in foto: Il ritrovamento dello scheletro [Foto dalla pagina Facebook "Baia Domizia"]

Una vera e propria sorpresa quella sbucata dal terreno di Cellole, nel casertano: a circa un chilometro dal cartellone posto all'ingresso di Baia Domizia, è infatti emersa una tomba, con annesso scheletro maschile, ed i resti di un'antica necropoli di età romana, forse addirittura del III secolo avanti Cristo. La scoperta fa il paio con quella di una villa, probabilmente romana anch'essa, ritrovata alcuni giorni fa, sempre durante i lavori per la realizzazione di una condotta idrica. E' proprio dopo quel ritrovamento, i lavori si erano fermati, avviando una serie di saggi lungo il percorso individuato da amministrazione comunale e società idrica per scoprire se ci fossero altri reperti archeologici. E così è stato.

La zona, del resto, è famosa proprio perché all'epoca dei romani era ricca di ville di senatori e patrizi, che ne sorsero un po' ovunque fino a Napoli. Alcune di esse erano vere e proprie "regge", dove lo sfarzo ed il lusso nulla avevano da invidiare alle grandi ville di Roma. Il declino avvenne negli ultimi anni dell'Impero, quando cioè i barbari arrivarono anche nel meridione. Nella zona di Baia Domizia, un'incursione di Vandali guidati da un cognato di Genserico, sbarcò proprio alla foce del Garigliano nell'estate del 458, devastando e saccheggiando le tante ville disseminate lungo il fiume. A nulla valse l'intervento da Roma dell'imperatore Maggiorano, che a capo di un forte esercito raggiunse e sconfisse i barbari a Sinuessa (oggi, la parte nord di Mondragone): i Vandali riuscirono a rimettersi in viaggio con le proprie barche, sebbene molte delle quali, a causa dell'eccessivo carico di bottino, affondarono poco dopo essere salpate da Baia Domizia. Da allora, complice anche la successiva caduta dell'Impero, le poche ville rimaste in piede furono progressivamente abbandonate, ed oggi riemergono, di tanto in tanto, dagli scavi moderni.