Un disastro ambientale continuo, uno scempio che non sembra vedere conclusione quelle che si perpetra sulle spiagge del litorale flegreo-domitio, a cavallo tra le province di Napoli e Caserta. Questa volta siamo a Licola, come spesso accade, versante Giugliano, nella provincia partenopea, dove sulla spiaggia è comparsa una montagna di rifiuti: plastica, complementi d'arredo, pneumatici. Il culmine, però, lo raggiunge una portiera di un'automobile, adagiata sul bagnasciuga come fosse un relitto. La denuncia arriva a mezzo social da Umberto Mercurio, presidente dell'associazione Licola Mare Pulito, che su Facebook pubblica le foto dello scempio e scrive: "Un nuovo modo per smaltire auto rubate per ricavarne pezzi di carrozzeria, e di ricambi. Poi quale modo migliore per smaltire utilizzando l'Alveo dei Camaldoli. E non è finita, dentro l'Alveo ce ne sono molti ancora di pezzi che arriveranno a mare".

L'Alveo dei Camaldoli a cui fa riferimento Umberto Mercurio è un canale voluto dai Borbone nell'Ottocento che, dalla collina dei Camaldoli appunto, raccoglie le acque di origine meteorica, quelle piovane in poche parole. Il canale si prolunga per circa 25 chilometri e attraversa i comuni di Napoli, Marano, Calvizzano, Mugnano, Qualiano, Quarto e Giugliano. Dal suo percorso originario, che terminava a Varcaturo, l'Alveo dei Camaldoli ora arriva a Licola, dove sfocia in mare. Originariamente pensato per incanalare le acque piovane, adesso l'Alveo è purtroppo utilizzato come contenitore per scarichi fognari illeciti, che purtroppo trasportano in mare e sulle spiagge della zona cumuli di rifiuti e detriti tra cui, a quanto pare, anche la carcassa di un'auto.