E' scattato stamattina lo sciopero dei lavoratori della Ericsson della sede di Napoli contro i 150 esuberi previsti dal piano aziendale che andrebbero a colpire anche la sede napoletana del colosso delle telecomunicazioni svedese. Dopo la crisi della Whirlpool di Carinaro un nuovo pesante piano di dismissione colpisce la Campania. Il ramo italiano della Ericsson, ovvero la TEI (Ericsson Telecomunicazioni Italia) nello scorso mese di marzo aveva ceduto alla Jabil Circuit Italia lo stabilimento di Marcianise in provincia di Caserta con i suoi 600 operai. Il gruppo Ericsson è così sceso a poco meno di 2.900 dipendenti nel nostro paese.  La procedura di mobilità nei confronti dei 150 dipendenti è la dodicesima procedura negli ultimi otto anni nel settore telecomunicazioni del gruppo, in pratica due ogni anno. Una situazione pesante che ha messo in agitazione i lavoratori dello stabilimento di Napoli fino a portarli allo sciopero di oggi che ha riguardato tutti gli stabilimenti sul territorio nazionale compresi quelli di Milano, Genova e Roma.

"La speranza è che l'azienda accetti un confronto equilibrato e reciprocamente responsabile – fanno sapere in una nota le Rsu dello stabilimento napoletano – che non può fermarsi ad una unilaterale affermazione di indispensabile completamento del piano dei 150 esuberi entro fine anno, come se questa ulteriore mutilazione risolvesse definitivamente il problema". I sindacati puntano il dito anche sul rapporto tra dirigenti ed impiegati nella pianta organica, che al momento vede un dirigente ogni dieci impiegati. I tagli dunque, secondo i sindacati, potrebbero essere effettuati altrove a cominciare dalla riduzione delle consulenze esterne. "Si tratta di un prezzo salatissimo sia sul piano industriale che su quello sociale – prosegue il comunicato delle Rsu – che rende inapplicabili gli ulteriori sacrifici richiesti, anche e soprattutto alla sede di Napoli". I lavoratori stamane si hanno manifestato fuori ai cancelli dello stabilimento per chiedere un intervento della giunta regionale nella vertenza. Protesta anche a Milano, dove i lavoratori hanno presidiato il consolato svedese.