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in foto: immagine di repertorio

Uno dei due avrebbe fatto una manovra azzardata, forse un sorpasso o avrebbe tagliato la carreggiata. E si sarebbero trovati entrambi sulla stessa corsia, uno sulla traiettoria dell'altro, senza possibilità di frenare o di spostarsi. Nel bilancio finale, due giovani ricoverati in ospedale in prognosi riservata; sono gravi, ma non sarebbero in pericolo di vita. È la ricostruzione dell'incidente che, intorno alle 21.30 di ieri, è avvenuto sul corso San Giovanni a Teduccio, nell'omonimo quartiere della periferia est di Napoli.

Le indagini sono affidate alla sezione Infortunistica Stradale della Polizia Locale, guidata dal capitano Antonio Murano, che sono intervenuti per i rilievi e stanno lavorando alla ricostruzione dello scontro. A quanto si apprende, sul luogo dell'impatto non sono stati trovati caschi protettivi, resta da stabilire se si siano slacciati al momento dell'incidente o se, più verosimilmente, i ragazzi non li stessero indossando. I due ragazzi hanno 17 e 18 anni, sono del quartiere, erano su uno scooter 50 e su un 125; si trovano ora ricoverati all'Ospedale del Mare in prognosi riservata.

"Lavorano in proprio", così le pizzerie truffano due volte i portapizze

I due ragazzi coinvolti nell'incidente stavano consegnando delle pizze di due pizzerie della zona. Ulteriori verifiche sono in corso per capire se lavorassero per quelle attività di ristorazione e se fossero in qualche modo inquadrati o se fossero completamente in nero. In questo ultimo caso, la Polizia Locale probabilmente si troverebbe, come successo per altri episodi dello stesso genere, davanti a un muro di omertà.

L'ultimo stratagemma di pizzerie e bar, infatti, consiste nel scaricare completamente la colpa sui ragazzini, prendendo le distanze in caso di incidenti. Non solo lavorano su motorini scassati, in nero, senza alcuna tutela e per pochi spiccioli, ma in caso di controlli, o, peggio ancora, in caso di incidenti stradali, i titolari se ne lavano le mani spiegando che non si tratta di dipendenti irregolari ma di giovani che, come se fossero piccoli imprenditori, lavorano completamente in proprio: prenderebbero le ordinazioni dai conoscenti, acquisterebbero e poi rivenderebbero autonomamente pizza e caffè.