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L'omicidio di Ugo Russo a Napoli
3 Marzo 2020
11:36

‘Ugo vive’: scritte e foto in strada per il 15enne ucciso dal carabiniere a Napoli

A Santa Lucia, nel centro di Napoli, sono comparse stamattina, 3 marzo, scritte e fotografie per ricordare Ugo Russo, il ragazzo di 15 anni ucciso da un carabiniere che ha reagito a un tentativo di rapina. Le hanno fatto gli amici e la giovane fidanzata, a cui era legatissimo. Proseguono, intanto, le indagini per chiarire la dinamica che ha portato alla morte del ragazzo.
A cura di Nico Falco
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L'omicidio di Ugo Russo a Napoli

"Sei la nostra vita". E, ancora, "Ti voglio bene", e "Ugo vive". Sono le scritte che stamattina sono comparse sui muri di Santa Lucia, nel centro di Napoli, sul luogo in cui c'è stata la rapina che ha portato alla morte del giovane Ugo Russo, il 15enne della Pignasecca ucciso da un carabiniere. Accanto alle dediche, le fotografie: ritraggono abbracci, scene di vita vissuta. Momenti come quelli che la fidanzata e gli amici avevano immortalato sui propri profili Facebook e che ora ritornano per ricordare il ragazzo scomparso tragicamente.

Nella notte tra il 29 febbraio e il 1 marzo Ugo, insieme a un complice di 17 anni, ha tentato di rapinare un carabiniere che era con una ragazza. È sceso dallo scooter, l'altro lo aspettava poco più avanti. E ha puntato la pistola nell'abitacolo. Finestrino mezzo aperto, altezza viso. Su quello che è successo dopo ci sono versioni discordanti: il 17enne dice di avere sentito subito gli spari, e che il militare ha sparato nuovamente alle spalle, colpendo Ugo alla testa. Il carabiniere, invece, sostiene di essersi qualificato e di avere aperto il fuoco per legittima difesa, non potendo sapere che quella che aveva puntata alla tempia era una pistola giocattolo, replica fedele di quelle vere e senza tappo rosso. Quello che realmente è successo lo stabiliranno le indagini, il militare è indagato per omicidio volontario, ipotesi di reato che servirà per consentire sia la difesa sia tutti gli accertamenti tecnici.

Intanto, oggi, 3 marzo, le scritte e le fotografie, con la firma degli amici, del cugino e della fidanzata. Con lei, su Facebook, aveva un profilo di coppia. Stavano insieme da un paio d'anni, legatissimi, tanto che si erano scambiati anche un anellino: quello di lui aveva inciso il nome di lei, e viceversa. E guardando quelle foto, quella faccia con la barba accennata, riesce difficile immaginare che quel 15enne sia lo stesso che è uscito di notte con una pistola tra le mani, e che, quando il suo cuore ha smesso di battere, nelle tasche aveva un Rolex e una collanina, frutto di una precedente rapina.

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